GEAPRESS – L’allevamento abusivo era stato ricavato nei terreni occupati ad ignari proprietari. Si tratterebbe di un anziano erede di Gaspare Ambrosini, uno dei padri della Costituzione italiana deceduto nel 1985, che solo saltuariamente si recava nei luoghi. I due ragazzi di Favara (AG), disoccupati e incensurati, che avevano costruito quelle baracche, sicuramente non potevano immaginare quale ulteriore affronto alle legalità avrebbe rappresentato il loro verosimile tentativo di allevare cani da lotta.

Di certo gli eredi di Ambrosini (risultati del tutto estranei alla vicenda) non potevano sospettare che nel giro di poco tempo fossero costruiti quattro box di quattro metri quadrati ciascuno, all’interno dei quali erano detenuti sette adulti di pit bull (quattro maschi e tre femmine) e tre cuccioli, di cui due maschi ed una femmina. Poi medicinali ed un tapirulant artigianale. Classico strumento per lo sviluppo della muscolatura dei poveri cani, tutti rinvenuti con le orecchie tagliate. Nella baracca, pure un completino degli orrori. Rasoi, forbici, un taglierino e filo forse utilizzato per eseguire le amputazioni (vedi foto di copertina). Tutto in condizioni igieniche quantomeno disastrose per un intervento di natura chirurgica.

Ad intervenire nei luoghi il Comando Tenenza dei Carabinieri di Favara, che si sono avvalsi dell’ausilio di un Veterinario dell’ASP di Agrigento e della Polizia Municipale di Favara. I cani, non sottoposti dal Magistrato a stato di sequestro, sono stati trasferiti in un canile autorizzato, mentre tutte le attrezzature sono state sequestrate. I fatti sono occorsi lo scorso 14 giugno a Favara, in Contrada Saraceno. I due giovani sono stati denunciati per maltrattamento di animali e invasione di terreno.

Gli inquirenti sospettano che i cani servissero per i combattimenti clandestini. E’ questa, per i Carabinieri, l’ipotesi investigativa più accreditata.

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