GEAPRESS – Evidentemente non avevano neanche un gruppo elettrogeno e le eccezionali  basse temperature di questi giorni  (le più basse degli ultimi sessanta anni) unitamente alle insolite interruzioni di corrente, non possono giustificare la mancata precauzione. Questo perché nello stato messicano di Chihuahua, nel nord del Messico, le ondate di freddo non sono insolite e sicuramente non compatibili con le esigenze tropicali di pappagalli, iguane e serpenti. Insomma, che potesse andar via la corrente si doveva anche poter prevedere. Ed invece il freddo di questi giorni, nello zoo dal nome poco avvezzo alle basse temperature (Serengeti, sic!), ha portato via una quindicina di pappagalli, altrettanti serpenti, cinque iguane e poi coccodrilli e scimmiette.

E’ possibile parlare solo di una imprevedibile disgrazia quando già la costrizione degli animali in strutture zoologiche è già fonte di stress (vedi nota esperto GeaPress). La loro detenzione assume poi toni ancor più contraddittori quando si tratta di luoghi con caratteristiche climatiche molto diverse da quelle naturali. Vi sono poi i casi strampalati, come quello dello zoo di Roma che in estate molto si pubblicizza per la frutta fredda fornita, ad esempio, agli scimpanzé. Come se in una foresta del Gabon fossero naturalmente presenti distributori (magari con le monetine) di gelati da distribuirsi dietro prescrizione … culinaria.

Basterebbe lasciare gli animali nei paesi d’origine e dedicarsi, ad esempio, al solo accoglimento di quelli sequestrati ai trafficanti o a chi li maltratta (come alcuni degli stessi scimpanzé di Roma messi a leccare frutta gelata) i quali nella stragrande maggioranza dei casi, vengono lasciati ai proprietari, anche se condannati, per mancanza di ricettività. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).