GEAPRESS – Rosso di vergogna come di coloritura politica visto che lo zoo per il quale tanto si è speso il Comune di Ravenna, aprirà entro l’anno in un terreno, di proprietà comunale, attiguo a Mirabilandia. Sembra così risolversi una situazione che ha lungamente tenuto in scacco l’apertura del progettato zoo safari. La storia del terreno, dato in concessione d’uso dal Comune di Ravenna ad una società inizialmente collegata a Mirabilandia, prevedeva la costruzione di un plesso alberghiero. Poi, però, apparve sulla scena una nuova società, registrata alla Camera di Commercio di Ravenna, ricollegabile ad una grossa holding di impresari circensi e di zoo sia stabili che itineranti.

Sul caso si sollevarono le accuse animaliste rivolte all’allora Sindaco Mercatali (PD)  attuale Senatore della Repubblica, che guidava il Comune assieme a Rifondazione Comunista (RC aveva l’Assessorato all’Urbanistica)  e poi ereditate dalla successiva Giunta. Nei lunghi anni di polemiche il Comune di Ravenna, pur di consentire la costruzione dello zoo, arrivò a dichiarare che era stata appurata la corrispondenza delle caratteristiche tecniche qualitative dello zoo a quelle dell’Asta Pubblica che aveva, però, concesso l’uso ad un albergo.

Eppure, ancor prima di tale sorprendente equiparazione, qualcuno era andato a costruire una strada nel terreno acquisito che risultava essere una quasi perfetta fotocopia di un qualsiasi zoo safari e gli Uffici del Comune, come riferirono i giornali di allora, nulla ne sapevano. Ad ogni modo ora la questione sembrerebbe chiusa anche se in loco si ricorda una ricorso animalista presentato al Presidente della Repubblica.

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