GEAPRESS – Certo non può paragonarsi all’iniziativa dello zoo bioparco di Roma, anche se riempire le gabbie di zucche nel giorno di Halloween (come se agli animali reclusi gliene importasse qualcosa) appare comunque come un uso di carattere squisitamente pubblicitario. Chi, però, di sale in zucca ha peccato gravemente, è lo zoo di Gabala in Azerbaijan. Emulando un noto spot pubblicitario della Coca cola che faceva bere la sua bevanda ad un orso (finto….), i visitatori hanno iniziato a far bere la nera bevanda all’orso di Gabala. L’orso era già in uno stato di salute non eccelso, ma l’abuso dei visitatori ha infine costituito la goccia che lo ha …stecchito!

Purtroppo non è la prima volta che negli zoo succedono queste cose. Il caso dell’orso azero è la dimostrazione di come la banalizzazione della natura degli animali, abbrutita in gabbia ed avvilita in atteggiamenti o situazioni riconducibili ad abitudini prettamente umane, ha già prodotto altri spiacevoli episodi. Una storia in un certo senso al contrario (ma di analogo significato) si verificò pochi anni addietro a Manfredonia (FG). Per parecchio tempo, infatti, le acque costiere della cittadina pugliese ospitarono il delfino “Filippo”, ovvero un tursiope selvatico che non mollò i luoghi fino alla morte. Il delfino, però, rimaneva continuamente ferito nel corso della performance che i diportisti cercavano di imporgli, avendole viste fare nei delfinari. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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