GEAPRESS – Ancora nessun cenno sul presunto zoo italiano dove potrebbero essere state scattate le foto (ora riproposte in calce) che GeaPress pubblicò lo scorso 19 agosto. L’unica piccolissima novità è contenuta in un ampio articolo che il quotidiano Repubblica ha recentemente dedicato al traffico degli animali esotici. Solo un piccolo cenno ad una indagine del Corpo Forestale su uno zoo degli orrori italiano. Che sia il “nostro”?

Eppure sembra veramente molto difficile che nessuna sappia. Tra i cadaveri, spesso sventrati o capitozzati, si vede un marchio di fabbrica ricollegabile, forse, ad una ditta di concimi della provincia di Caserta. Appare inoltre chiaramente visibile una sigla di provincia, quella di Reggio Emilia. Il problema non è solo capire cosa ci facessero tanti cadaveri spesso orrendamente mutilati o sventrati. Vi sono anche disposizioni sanitarie che, pensiamo, sarebbe un pò difficile da giustificare.

Un altro elemento significativo è la presenza, tra i cadaveri, del corpo di un grosso scimpanzè. Secondo un censimento dell’Istituto Jane Goodall in Italia esisterebbero 54 scimpanzè, meno della metà provenienti da sequestri operati dal Corpo Forestale. Sono divisi tra una struttura pubblica a Roma, una privata a Sasso Marconi (BO) deputata ad accogliere animali sequestrati, ed altre quattro, sempre private, dislocate nel Lazio, Sicilia, Veneto e Puglia. Scrive Jane Goodall “anche il migliore degli zoo non potrebbe mai essere il luogo ideale per uno scimpanzé. Ma poiché questo accade, bisogna rispettare dei princìpi fondamentali”.

Ora però, a proposito di principi fondamentali, la questione dello zoo degli orrori arriverà sui banchi del Parlamento. Elisabetta Zamparutti (nella foto a fianco), deputata Radicale in Commissione Ambiente, presenza costante nelle battaglie in difesa degli animali e dell’ambiente alla Camera dei Deputati, ha presentato infatti una interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Salute sulla terribile sorte toccata agli animali, tra cui un grosso scimpanzè, probabilmente detenuti nello zoo italiano, così come documentato nel servizio pubblicato da GeaPress lo scorso 19 agosto.

Nelle foto si vedono tra l’altro animali morti accatastati vicino ad alimenti, o presunti tali, tra cui pane e, si presume, parti macellate di altri animali. Carcasse di scimpanzè e zebra assieme a pane e non si capisce bene cos’altro di sanguinolento.

Un’orrenda visione che non può essere in alcun modo giustificata, sia per il numero di animali, molti dei quali cuccioli, e comunque in situazioni di promiscuità con presunti alimenti – ha dichiarato Elisabetta Zamparutti – Non riesco proprio ad immaginare cosa abbia potuto causare un simile scempio. Spero che si possa al più presto risalire all’identità della struttura e, se italiana, intervenire nella maniera più opportuna, ovvero con la chiusura.

Nell’interrogazione si chiede al Ministro della Salute di accertare quale sia la struttura che avrebbe accatastato tanti animali morti e di fornire informazioni sulle ragioni per cui alcuni animali apparivano orrendamente sventrati o mutilati e le cause della loro morte. Si chiede inoltre di prendere immediati provvedimenti, ivi compresa la chiusura del posto, che ha riservato un’ orripilante sistemazione ai numerosi cadaveri sia all’interno che all’esterno della struttura.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).