GEAPRESS – Dopo i coati arrivati da un’altra struttura della cattività animale al Bioparco di Roma ed una zebra nata già detenuta nello stesso zoo, ecco la nuova (poco) sorprendente novità della cattività italiana. Tre piccoli Puma, nati nello zoo Punta Verde di Lignano Sabbiedoro (UD). Gli animali serviranno innanzitutto a riempire le gabbie così come da qualche anno sta avvenendo proprio per questa specie scambiata, venduta o affittata dagli zoo di mezzo mondo.
Secondo una discutibile filosofia ormai da alcuni decenni gli zoo di tutto il mondo, per sfuggire alla crisi che li stava avviando sulla strada dell’oblio, hanno varato dei programmi di riproduzione e scambio in cattività con il fine di costituire una popolazione in gabbia (ex situ) a salvaguardia di quelle naturali. Tale singolare difesa della biodiversità non solo ha rinfoltito gli zoo fornendoli di un argomento dalle ampie valenze mediatiche, ma ha anche distolto il pubblico dal vero problema, ossia la salvaguardia delle popolazioni animali nel loro ambiente naturale (in situ).

Di fatto gli animali ritornati in natura sono, nell’arco di decenni, poche decine e con risultati discutibili, su milioni allevati, nati, morti, venduti, ceduti ed affittati dalle strutture della cattività animale mondiale.

Ritornando allo zoo di Punta Verde piacerebbe sapere cosa se ne fanno dell’esposizione dei tre puma, oltre che per i fini commerciali,  considerato che, sebbene sia protetto dalla Convezione di Washington, non è certo una specie a rischio di l’estinzione, ed anche se lo fosse a nulla servirebbero i detenuti degli zoo a pagamento.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).