GEAPRESS – Ancora problemi per Knut, l’orso celebrità, grande attrattore di incassi per lo zoo di Berlino. Stanno cercando nuovamente di farlo riprodurre con Giovanna, un’orsa prima detenuta nella cattività dello zoo di Pistoia e così chiamata in onore della cantante Gianna Nannini (!?). Solo che Knut continua a fare cilecca. Le stanno tentanto tutte per mettere al mondo altri detenuti ma loro (… per fortuna) non ne vogliono sapere.

Forse era questo il senso della nuova proposta di Frank Albrecht, attivista animalista americano che ha proposto di evitare ulteriori progenie, castrando Knut. Ma quello che Albrecht ha voluto sottolineare è anche il pericolo di mettere al mondo una progenie non solo detenuta ma anche con pericolose tare ereditarie. Albrecht, infatti, asserisce che Giovanna e Knut sono parenti. Avevano un nonno in comune. In effetti l’alto valore mediatico, e spesso commerciale, delle specie rare, ha indotto l’industria zoo ad approfittare della loro presenza per iniziare a farli riprodurre. L’intento è costituire una popolazione in gabbia per i progetti di salvaguardia “ex situ”. Fuori, cioè, dai loro habitat naturali. Solo che tale “prestigiosa” popolazione detenuta quasi mai è servita, a livello mondiale, per ritorni in natura. Solo pochissimi casi su milioni di animali ancora prigionieri di gabbie, recinti e fossati spesso abilmente addobbati al fine di dare (ma solo al visitatore) una impressione di inserimento in ambienti naturali.

Knut, indubbiamente, è servito a rilanciare l’immagine degli zoo (auto)nobilitati a salvare il mondo dall’estinzione. Solo che Knut non solo rischia di finire pazzo (vedi articolo GeaPress) ma anche annoiato con la bella Giovanna. In tal senso la proposta di Albrecht potrebbe aver senso, ovvero scongiurare ogni rischio di ulteriori inutili progetti che in realtà servono solo a regalare accordi commerciali per spremere l’immagine degli animali.

A dire il vero Albrecht saltò alla ribalta per altra proposta. Si trattò della nascita della futura celebrità Knut. Lui vide giusto, ovvero che sarebbe servito, con la scusa della biodiversità, a far soldi, ma ne propose l’eutanasia. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).