GEAPRESS – Avevamo visto giusto. I risultati dell’esame istologico del cervello di Knut, diffusi ieri, mostrano come le alterazioni cerebrali che ne hanno causato la morte lo scorso 19 marzo sarebbero state causate da un infiammazione di natura infettiva.

Nell’articolo pubblicato da GeaPress lo scorso 24 marzo (vedi articolo) il dottor Enrico Moriconi, Medico Veterinario, che assieme al dott. Assenza cura la rubrica di GeaPress “Amico Vet”, aveva avanzato l’ipotesi che la malattia cerebrale potesse avere una origine infettiva. Lo zoo di Berlino, per ora, non aggiunge altro, se non che l’infezione potrebbe essere di vecchia data. Viene pertanto da chiedersi se veramente la malattia non avesse mai procurato altri sintomi che avrebbero potuto per tempo diagnosticarla e curarla.

Ad ogni modo l’ipotesi del dott. Moriconi si basava, oltre che dall’esame del filmato che ritraeva l’ultimo minuto di vita dell’orso, e dalle possibili concause note in bibliografia, anche dall’evidenza di talune condizioni che avrebbero potuto incidere sullo sviluppo di una infezione potenzialmente dannosa anche al cervello. Tra queste lo stato dell’acqua. Talmente verde da fare presupporre un cattivo ricambio della stessa. L’acqua verde, infatti, è un’acqua ricca di nutrimento che rimane a stagnare. Un potenziale brodo di sviluppo di altri organismi anche patogeni. Resti di cibo e feci sono utili a “concimare” l’acqua e favorire lo sviluppo di microrganismi vegetali. Questo fenomeno è particolarmente frequente nel corso dei mesi estivi, quando con le alte temperature, lo sviluppo delle alghe  è particolarmente veloce. Più “ricca” è l’acqua, più veloce è comunque la crescita algale e di conseguenza la coloritura verde. E’ bene non sottovalutare che a metà marzo a Berlino, non può mai fare veramente caldo.

Intanto, nello zoo, si vuole continuare a sfruttare Knut anche da morto e dal “vivo” nel senso che il suo corpo, per ora conservato in un cella frigorifera, potrebbe essere mummificato ed esposto al pubblico. Tutto sommato una scelta coerente con  l’insostituibile scopo dell’industria zoo: riempire il botteghino.

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