GEAPRESS – E’ sul banco degli imputati da quasi dieci anni, da quando qualcuno si accorse che in località Standiana, appena al di là di Mirabilandia, si stava costruendo una strada per lo zoo. Ad informare di ciò fu un portale di parchi divertimento e da allora, la polemica, non si è più sopita, anche perchè quel terreno era di proprietà comunale.

A Ravenna, in questi anni, il Comune ha detto di tutto e di più, ovvero quasi che il costruendo zoo in località Mirabilandia, sia stata una scelta subita. Poi arriva anche il parco divertimenti di Mirabilandia che tiene a precisare che anche loro, con lo zoo, non c’entrano. Ma chi decide le cose a Ravenna?

Di sicuro, però, quel cordolo che lunedì scorso ha impedito l’accesso nell’aula consiliare di Palazzo Merlato (vedi articolo GeaPress), ai manifestanti di Ravenna Punto a Capo, non è piaciuto. Per loro le cose non sono andate come dichiarato dalla Presidente del Consiglio, ovvero che i pochi posti a sedere erano già impegnati, ma di fatto si è voluto impedire l’accesso ai cittadini. Presa carta e penna, Ravenna Punto a Capo va ora alla Procura della Repubblica e presenta una denuncia.

Forse, però, a chiarire meglio le cose, pur su posizioni critiche nei confronti di Ravenna PAC, è il Consigliere della Lista per Ravenna Nicola Grandi. In un lungo comunicato, così infatti ha dichiarato: “Ravenna PAC omette pero’, nel suo comunicato, di raccontare del motivo per cui sia accaduto questo [ndr, il cordolo che ha impedito l’accesso all’aula consiliare] e di come un paio di settimane fa lo spirito democratico che anima il loro modo di manifestare abbia portato quattro dei suoi militanti a distendersi per terra, in mezzo alla sala del Consiglio, rendendone necessaria l’interruzione dei lavori“.

Samantha Comizzoli, Presidente di Ravenna Punto a Capo, afferma però “che noi eravamo saliti senza manifesti, cartelli o altro; che non si possono fare processi alle intenzioni e che altresì la sala era chiusa per tutti i cittadini, non solo ai manifestanti“.

Del fatto, ravvisatone estremi di reato, se ne occuperà la Procura, ma di sicuro, sebbene non per tutta la vita come per gli animali del futuro zoo, quella sera ad ingabbiarsi sono stati gli stessi Consiglieri Comunali.
 
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati