(GEAPRESS) – Knut l’orso tedesco divenuto star mondiale dell’industria della cattività, rischia di impazzire. Questo quanto riportato da due etologi di Peta, la maggiore associazione animalista degli Stati Uniti, dopo aver studiato l’orso più famoso dell’industria della cattività animale. Secondo indiscrezioni Knut avrebbe persino tendenze autolesioniste, mentre più generalizzati sarebbero gli attacchi di panico e movimenti privi di senso, come le cosìdette “linguacce”.

GeaPress ricorda che la macchina da soldi Knut, in grado di fatturare fino a 5 milioni di euro tra gadget e visitatori, venne trattenuta allo zoo di Berlino solo a seguito di un accordo commerciale con il giardino zoologico di Norimberga. La trattativa, lunga ed estenuante, si concluse attorno alla cirfra di 430.000 euro.

GeaPress, in merito alla situazione riscontrata per l’orso Knut, ha chiesto un parere al dott. Enrico Moriconi, medico veterinario molto noto in Italia nonché Presidente dell’Associazione Veterinari Diritti Animali, consulente di etologia e benessere animale. Questo quanto riportato a GeapPress dal dott. Moriconi: “ Tutti gli animali in gabbia soffrono di problemi comportamentali in quanto l’ambiente ristretto è di per sé una privazione per l’animale il quale, non riuscendo a superare la negatività, cioè vivere naturalmente, cade in uno stato di stress. Lo stress – ha aggiunto il dott. Moriconi – si manifesta con comportamenti anomali, quali possono essere quelli indicati per l’orso Knut. Si deve tener presente che gli animali non si esprimono a parole ma con i gesti, i comportamenti. Quelli indicati per Knut sembrano delle evidenti etoanomalie, ovvero atteggiamenti innaturali. Le “linguacce” ovvero l’uso improprio della lingua, estroflessa ed introflessa, è un tipico atteggiamento che rientra nella tipologia dei comportamenti di “attività a vuoto” cioè senza una finalità propria così come il deambulare ripetutamente. Entrambe essendo ripetute in continuazione assumono anche le caratteristiche del comportamento sterotipico. Entrambi sono indicatori etologici di malessere

Nonostante lo zoo di Berlino abbia smentito tutto, GeaPress ricorda che secondo un altro etologo che ha potuto visitare Knut nel gennaio 2008, l’animale era un “psicopatico incapace di accoppiarsi”. Analoghi problemi vennero riscontrati nella compagna Gianna, importata dallo zoo di Pistoia, così come italiani, e più precisamente dello zoosafari di Fasano (BR), sono altri orsi bianchi pervenuti alla cattività tedesca.

Le cause del malessere – secondo il dott Moriconi -, vanno ricercate nella cattività e nella insufficienza di stimoli motivazionali presenti nel recinto, i cosiddetti “arricchimenti” che permettono all’animale di esercitare non solo il fisico ma anche le funzioni cerebrali di ricerca, scoperta, curiosità. Per essere più precisi bisognerebbe vedere le condizioni di mantenimento dell’orso. Sull’origine potrebbe aver anche influito la vita pregressa di Knut, allevato da una persona umana e quindi senza aver avuto gli insegnamenti materni. In ogni caso la vicenda – ha concluso il dott. Moriconi – sottolinea una volta di più come gli animali nelle gabbie, per quanto non ristrette possano essere, sono soggetti ad un sacrificio in quanto obbligati ad una vita innaturale, che è la vera causa del loro malessere”.

GeaPress ricorda che Knut nel febbraio 2008, dopo cioè la prima visita etologica, cercò di aggredire un visitatore, mentre già nelle prime fasi giovanili risultò obeso verosimilmente a causa del poco movimento nel recinto dello zoo, e di errori nell’alimentazione. (GEAPRESS).