GEAPRESS – In questi giorni stanno andando di scena improbabili notizie relative ad animali e zoo. In effetti è l’errata comunicazione di questi ultimi, la cui esistenza in vita dipende dai successi di botteghino, a trarre in inganno giornalisti e telegiornali.

E’ solo di poche ore l’annunciato “battesimo” di una nuova detenuta delle tasche dei contribuenti romani, senza i quali lo zoo di Roma avrebbe chiuso probabilmente fin dalla sua nascita. La piccola zebra battezzata dai bambini è stata presentata in Tv da uno dei responsabili del Bioparco come simbolo di benessere. Peccato che così non è dal momento in cui le cronache, anche giudiziarie, sono piene di episodi dei famosi canili lager pieni di cuccioli nati da cagne non sterilizzate. Anche nei circhi nascono le zebre in cattività, e siccome non crediamo che il bioparco volesse accusare i circhi di maltrattamento di animali, vuol dire che è molto più simile a loro rispetto alle altisonanti intenzioni. Sia circhi che Bioparco, poi, sono privilegiati fruitori di soldi pubblici.

Passano poche ore e su un altro canale vanno di scena i tigrotti bianchi di uno zoo tedesco. Incredibilmente vengono presentati come una specie rara esistente al mondo con soli 200 esemplari.
Peccato che tutti le tigri bianche esistenti al mondo siano, purtroppo per loro, solo un fenomeno da baraccone. Sono tutte discendenti da una normalissima tigre del bengala nata in un foresta indiana con una anomalia genetica. Non era albina, ma il mantello si presentava colorato di bianco. Il tigrotto, oggi mummificato in un albergo, venne fatto riprodurre con la sua discendenza dando, secondo gli opinabili principi degli allevatori, una discendenza prevalentemente bianca. Purtroppo si manifestarono altri problemi genetici, frutto degli accoppiamenti tra consanguinei. Problemi epatici e neurologici in particolare, tanto da farne uno degli animali più delicati tra quelli tenuti prigionieri negli zoo.

Per finire, sempre in televisione, è stata annunciata la nascita del prossimo leone asiatico dello zoo di Roma. Dopo che per ben due volte l’esperimento con altrettanti maschi ha fatto cilecca (quando morì il primo, lo zoo di Roma partecipò le condoglianze ai bambini regalando un peluche) ora sembrerebbe che la femmina bloccata in un muro vetrato, sia in dolce accesa. Questa volta però l’evento è potente. Si tratta di un animale in via di estinzione. Ed infatti mai nessun leone asiatico della cattività mondiale è tornato nella foresta del Gir in India.

Tutti i leoni asiatici che vivono negli zoo del mondo derivano da due coppie anni addietro importate dall’India. Servono a dare prestigio agli autoprodotti programmi di salvaguardia di specie in via di estinzione, creando una popolazione in cattività di fatto fine a se stessa. Addirittura in America sbagliarono partner e lo fecero accoppiare con il leone africano. In India, intanto, il leone asiatico, pur tra mille problemi, ha allargato negli anni scorsi il suo areale e vi sarebbero nuove zone pronte ad ospitarlo trasferendo piccoli nuclei da quelli che tutt’ora vivono nel Gir. In Italia però si parla ancora di leoni, zebre e tigri al chiuso degli zoo.(GEAPRESS – Riproduzione riservata senza citare la fonte).