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GEAPRESS – Non rimane altro da fare che fare il tifo per lui. Recuperato grazie all’intervento dell’ENPA di Monza ed ora ricoverato presso il Centro del WWF di Vanzago, il cigno reale è ora sotto attenzione nella speranza di poterlo al più presto riportare al laghetto di Villa Reale.

Lui, il cigno, si chiama Romeo e già da tempo si era insediato nel laghetto all’interno del Parco di Monza. Da quando è morta alcuni anni fa la sua compagna, Romeo, classe 2003, non ha voluto saperne di condividere il lago con altri esemplari della sua specie, preferendo la compagnia di un maschio di anatra muta bianca e nera.

Lo ricorda l’ENPA di Monza che informa altresì di come lo scorso venerdì il “re” del laghetto ha cominciato a star male. Diversi frequentatori abituali dei giardini della Villa Reale hanno così contattato la sede operativa ENPA di Monza. Il cigno, infatti, appariva sdraiato sull’erba,  apatico e con la testa e le ali basse. Le persone che si avvicinavano notavano tra l’altro la mancanza di reazione ed il becco aperto in un respiro faticoso.

Marica, volontaria responsabile del settore animali selvatici dell’ENPA, parte alla volta del Parco di Monza col furgone dell’associazione mentre l’agronomo dell’Amministrazione della Reggia Reale, contattata dalla sede ENPA, manda sul posto il capo operaio.

Prima dell’arrivo di Marica, però, il cane di un passante spaventa Romeo che scappa, faticosamente, in acqua. La volontaria non si dà per vinta e con calma e sangue freddo organizza il recupero. Il capo operaio e un altro signore che ENPA ringrazia per la collaborazione e gentilezza, sono riusciti a recuperare il povero animale. Un uomo a riva e uno sull’isolotto del laghetto, con due lunghe canne di bambù sono riusciti a dirigere il cigno verso la parte meno larga del lago dove l’acqua è più bassa. La volontaria dell’ENPA è così entrata nel lago e ad afferrare il povero Romeo ormai allo stremo delle forze

Intorno alle 19.00 il cigno è in salvo. Viene portato al rifugio di Monza in via San Damiano per le prime cure e per sistemarlo al caldo in un box. Non presenta traumi evidenti: in bocca non ha nulla e nemmeno lungo la trachea, quindi non è un corpo estraneo a provocare il respiro affannoso. Si sospetta un problema a livello bronco-polmonare.

L’indomani Romeo è un po’ più reattivo ma ancora molto abbattuto. Trasferito al CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Vanzago (MI), gestito dal WWF, ora mangia da solo ma ancora non si alza. Non rimane che tifare per lui e augurargli un pieno recupero che gli permetta di tornare a essere il re del laghetto.
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