furetto
GEAPRESS – Lo scorso agosto era stata vietata praticamente ovunque, ma già un mese dopo l’assessorato competente ci ripensa e consente l’uso del furetto per stanare i conigli dalla tana.

Succede in Sicilia dove, ad avviso del CABS, si sarebbe così fatto un nuovo grazioso regalo ai cacciatori!

Il recentissimo Decreto dell’Assessorato all’Agricoltura, ha infatti rivisto in tempi record quanto vietato appena lo scorso 28 agosto con il calendario venatorio 2015-2016. Migliaia di conigli saranno così stanati dai loro rifugi e mandati a tiro di fucile.

Il provvedimento criticato dal CABS è stato appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 settembre scorso. Si riapre così la caccia con il furetto in alcune province a partire dal giorno due settembre. “E’ singolare che l’Assessore siciliano – commenta il CABS – abbia emanato il proprio provvedimento in data 8 settembre (pubblicato il 25), retrodatandolo al 2. In tal maniera, sostiene il CABS, si ravviserebbe una sorta di sanatoria per tutti coloro che nel frattempo fossero stati sanzionati per aver violato il precedente divieto.

“Ciò per quanto riguarda la forma, che lascia comunque allibiti – afferma il CABS – Quanto alla sostanza ci si chiede come mai sia stato prima adottato un provvedimento di divieto della caccia con il furetto e pochi giorno dopo lo si sia revocato“.

La spiegazione l’hanno data al CABS alcune fonti ben informate, vicine al mondo venatorio. Il furetto era stato vietato in quanto il Coniglio selvatico, da sempre preda prediletta dei cacciatori siciliani, versa in una situazione estremamente critica. A parte le Riserve Naturali ed alcune piccole isole, infatti, la popolazione di questo mammifero si troverebbe in forte crisi, in alcuni casi al di sotto della soglia vitale, a causa di diverse malattie e, non ultima, della caccia (legale ed abusiva). In questa situazione sarebbe buona norma vietare la sua caccia per almeno un paio di stagioni, in modo da consentirne la ripresa numerica.

Il CABS chiede di sapere quali siano le motivazioni di tale decreto, del quale appaiono evidenti i riflessi sia di illegittimità che penali.

Infatti nel calendario venatorio pubblicato il 28 agosto scorso veniva riportato che “per quanto attiene l’uso del Furetto, ci si riserva di consentirne l’uso nelle aree in cui non è consentito, nel momento in cui si disporrà dei dati relativi agli abbattimenti della precedente stagione venatoria”. Dove sono questi dati? Come mai nelle motivazioni del nuovo decreto non ve ne è traccia? Dove sono i dati sulla reale consistenza delle popolazioni?

La verità, secondo il CABS, è che in Sicilia vengono sempre privilegiate le ragioni dei cacciatori, a scapito della fauna selvatica e dei contribuenti, con l’adozione di provvedimenti che realizzano un grave danno all’ambiente. Il coniglio selvatico è infatti un fattore essenziale nella catena alimentare della fauna selvatica siciliana, rappresentando la preda fondamentale di tutti i predatori. Per evitarne la scomparsa in alcune aree è molto facile predire che si ricorrerà a nuovi ripopolamenti, favorendo la diffusione di malattie e realizzando un danno economico per le tasche di tutti i siciliani.
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