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GEAPRESS – Per fortuna era rimasto appena bloccato per un dito. Nessun danno di rilevo e per questo i volontari del CABS, lo hanno subito  liberato. Si tratta di uno dei volatili trovati nelle micidiali trappole dei bracconieri all’opera nelle valli del bresciano. Proprio in questi giorni i volontari del CABS stanno collaborando con il Corpo Forestale dello Stato nella repressione dei reati venatori, ancora molto diffusi nella zona.

Dieci i bracconieri denunciati nell’ambito di più controlli eseguiti nei territori comunali di Darfo, Pisogne, Iseo, Marone, Lodrino e Vestone. Undici le reti per uccellagione rimosse, oltre a 76 trappole a scatto e trenta archetti. Trappole illegali purtroppo utili a bloccare per sempre la migrazione dei piccoli volatili che dal nord Europa si dirigono, proprio attraverso le valli del bresciano, a latitudini più meridionali.

In alcuni casi, come nei micidiali archetti, il volatile può rimanere vivo per numerose ore con le zampe spezzate. Strumenti di cattura che secondo i protezionisti equivalgono ad una vera e propria tortura, tanto da risultare vietati dalla legge anche a causa della mancata selettività degli animali catturati.

Purtroppo in alcune provincie del nord Italia, ed in specie in quella di Brescia, sono ancora molto diffuse.

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