animal equality  vivisezione
GEAPRESS – Pareri che sembrano convergere, quelli degli sperimentatori e di alcuni filoni dell’animalismo italiano, sebbene da punti di vista diversi. Entrambi, però, annunciano che la sperimentazione animale applicata a xenotrapianti e sostanze d’abuso sarà vietata. Sperimentatori che denunciano l’handicap che deriverà alla ricerca e comunicati un po’ troppo trionfalisti in casa animalista.

Eppure, a ben guardare, il Decreto legislativo che il Governo ha approvato lo scorso 7 marzo (vedi articolo GeaPress  ) non sembra porre divieti così perentori, anche perchè l’ipotetico divieto è posto in funzione di una condizione molto difficile da realizzare. In altri termini, il Governo ha di certo cambiato le carte in tavola, ma non in favore degli animali.

Il dlgs, all’articolo 5 (finalità delle procedure), sembra in effetti non voler più autorizzare le ricerche sugli xenotrapianti e sulle sostanze d’abuso. A preoccupare, però, non è tanto la scadenza, sempre derogabile, fissata per il gennaio 2017. Basta leggere la relazione illustrata allegata al Decreto per capire come tali divieti rimarrano, con molta probabilità, carta straccia. Se da un lato, però, si capisce il gioco al rialzo proposto forse da chi vicino al mondo della sperimentazione animale, di più difficile interpretazione è l’inno vittorioso di alcuni settori dell’animalismo italiano.

Il Governo, del resto, parrebbe già aver dato una risposta.

L’inserimento di un ipotetico divieto è stato già contrastato il 23 gennaio scorso dalla XII Commissione del Senato. Ad avviso dei Senatori si sarebbe violato l’art. 2 della Direttiva Europea che vieta inserimenti più restrittivi rispetto a quanto approvato a Strasburgo. Giova ricordare che l’Italia non si è mai opposta alla Direttiva che venne infatti approvata da buona parte dei nostri rappresentanti sia di area governativa (allora Berlusconi) che non.

Che soluzione ha trovato ora il Governo?

Apparentemente il Governo italiano rivendica il legittimo uso del principio di deroga giudicandolo, nel caso specifico, non contrastante con la Direttiva. Anzi, si richiama la parte introduttiva della disposizione europea che mira a realizzare “la completa sostituzione delle procedure su animali vivi a fini scientifici”. Il divieto, pertanto, viene interpretato come un “impulso allo sviluppo dei metodi alternativi”.

La quadratura del cerchio arriva però in risposta alla XII Commissione della Camera dei Deputati la quale, il cinque febbraio scorso, ha espresso parere negativo anche in merito alla paventata introduzione del divieto. Il problema è stato ora risolto con l’introduzione di un nuovo comma all’articolo 42. Il Ministero della Salute disporrà infatti un monitoraggio entro il 30 giugno 2016, per appurare l’effettiva disponibilità dei metodi alternativi, ovvero il già citato “impulso” della precedente risposta. Senza l’impulso, il divieto scompare. O meglio, dice il Governo, “all’esito di tale verifica si valuteranno le opportune iniziative da adottare in vista del termine del primo gennaio 2017 previsto per l’entrata in vigore dei citati divieti“.

Ognuno pensi quello che vuole, ma in genere cose così scritte potrebbero fare presagire ad un deroga, questa volta non alla Direttiva che prevede gli xenotrapianti, ma allo stesso divieto per eserguirli. La legge, peraltro, finanzia poco o niente i metodi alternativi. Dovrebbero confluire in loro favore le entrate delle sanzioni, fermo restando la loro contestazione e l’effettivo incasso, peraltro entro termini utili a finanziare una ricerca alternativa all’uso di animali per xenotrapianti e sostanze d’abuso. C’è poi un articolo specifico che disporrebbe un milione di euro per tre anni di seguito da destinarsi, però, nella misura del 50% agli Istituti Zooprofilattici sperimentali e la restante metà ai mille rivoli delle griglie della finanza locale ovvero: “da destinare alle Regioni e alle Province autonome, sulla base di apposito riparto da effettuare con Decreto del Ministro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze , e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per il finanziamento dei corsi di formazione ed aggiornamento per gli operatori degli stabilimenti autorizzati …“…

Se vuoi leggere il testo integrale della nuova legge vai all’articolo di GeaPress (vedi articolo GeaPress  ). Se vuoi far sentire quello che pensi lascia un commento all’articolo.

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