animal equality  vivisezione
GEAPRESS – Ieri la Commissione Igiene e Sanità del Senato ha espresso parere positivo allo schema di Decreto Legislativo che dovrà recepire la Direttiva cosiddetta “vivisezione” del settembre 2010 (vedi articolo GeaPress ). Una sconfitta per il mondo animalista che si vede così rinfacciare il fatto che forse la Direttiva andava contrastata prima e non dopo la votazione in  sede europea.

La votazione di ieri in Commissione Sanità è avvenuta dopo che la Conferenza Stato Regioni ha fatto pervenire il suo parere. Se possibile, ancora più pedissequo al Decreto Legislativo rispetto allo stesso parere del Senato. In sostanza le Regioni rilevano come in alcune disposizioni regionali è prevista per gli allevamenti la competenza autorizzatoria del Sindaco. In  altre, invece, spetta all’ASL. Dunque, si mettano d’accordo.

Tutti filo vivisezione? A rigor di logica se un provvedimento  viene prima approvato in sede europea, come l’Italia ha fatto nel settembre 2010, deve ancor di più esserlo nella  successiva sede nazionale. L’Italia, ai sensi dell’art. 2 della Direttiva, avrebbe potuto considerare provvedimenti più restrittivi in favore degli animali. Questi, però, dovevano essere in vigore in data antecedente al nove novembre 2010. Il nostro paese, però, aveva prodotto il nulla tranne il divieto di sperimentare sui cani senza padrone, inserito nella vecchia legge randagismo del 1991. Il Ministero della Salute l’ha fatto presente agli Uffici europei poco prima della scadenza deputata, ovvero entro il 31 dicembre 2012. In altri termini l’allora Governo Berlusconi, pur non opponendosi (così come ha fatto) alla Direttiva “vivisezione” avrebbe potuto prevedere delle norme più restrittive inserendole anche in altre proposte di legge. Si può fare. Forse non è il massimo dell’etica politica, ma di questi tempi sarebbe il male minore. Nel dicembre 1998, ad esempio, in un provvedimento calderone di fine anno venne inserito un articoletto che di fatto liberalizzò la detenzione nei circhi dei cosiddetti “animali pericolosi”. Una legge del 1996 aveva creato qualche problemino, ed allora si cambiò la legge, in favore dei circhi.

Eppure una piccola cosa che ora potrebbe entrare in conflitto, c’è. A rilevarlo è stata la stessa Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Si tratta della legge della provincia autonoma di Bolzano del maggio 2010 riportante “Interventi per la protezione degli animali e prevenzione del randagismo“. All’articolo 14 “Esperimenti sugli animali“, così dispone:
1. L`allevamento, l`acquisto o l`affidamento di animali a fini sperimentali, nonché l`effettuazione di ogni tipo di esperimento sugli animali, che comporti per gli stessi dolori, sofferenze o effetti dannosi, sono proibiti.
2. Le prescrizioni di cui al comma 1 si riferiscono, oltre che ai vertebrati, anche ai decapodi ed ai  cefalopodi.

Una legge che pone pertanto al centro dell’attenzione gli animali in quanto tali ” … che comporti per gli stessi dolori, sofferenze o effetti dannosi ...”.

Che cosa succederà appena entrerà in vigore la nuova legge nazionale “vivisezione”?

La Conferenza Stato Regioni così riferisce: “il presente decreto trova applicazione nei territori delle Regioni a Statuto speciale compatibilmente con i relativi statuti di autonomia e le relative norme di attuazione“. Poi, però, aggiunge: “Si segnala inoltre che nella Provincia autonoma di Bolzano è vietata la sperimentazione animale ai sensi dell’art. 14 della Legge provinciale n. 9 del 2000 e che pertanto risulta essere necessario tenerne conto nel decreto. Il Ministero della Salute si è impegnato a tal fine, in sede tecnica, a comunicare tale peculiarità alla Commissione Europea in sede di notifica del provvedimento“.

Una piccola vittoria o potrebbe essere troppo tardi anche per questa mini consolazione? Forse si tratta di una norma restrittiva rispetto ai dettami della Direttiva e pertanto (se qualcuno se ne fosse accorto) doveva essere comunicata entro il nove novembre 2010.

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