vivisezione
GEAPRESS – La Commissione europea ha reso note stamani le motivazioni della segnalazione dell’Italia alla Corte di Giustizia europea a seguito del mancato recepimento della Direttiva sulla sperimentazione animale del settembre 2010.

La Commissione rileva a tal proposito come  il tema susciti notevole preoccupazione nell’opinione pubblica. La direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, sottolinea sempre la Commissione, doveva essere emanata dall’Italia entro il 10 novembre 2012. Dunque, su raccomandazione del Commissario per l’ambiente Janez Potočnik, la Commissione europea chiede ora alla Corte di infliggere la penalità, pari a  150.787 euro al giorno .

Se uno Stato membro non recepisce la legislazione UE nel diritto nazionale entro il termine stabilito, la Commissione può chiedere alla Corte le sanzioni finanziarie già al primo deferimento, senza cioè dovere ricorrere ad una seconda sentenza .

Le sanzioni, riferisce sempre la Commissione Europea, tengono conto della gravità e della durata della violazione . Le penalità giornaliere vengono calcolate a partire dalla data della sentenza e fino a quando il processo di recepimento non si sia completato. Questo fatto salvo che lo Stato membro non abbia recepito ancor prima della sentenza.

Per questo la Commissione ha inviato una lettera di diffida all’Italia già il 31 gennaio 2013 e un parere motivato il 21 giugno dello stesso anno. L’Italia aveva risposto che il recepimento era atteso per il dicembre 2013, ma la scadenza era stata posticipata al febbraio 2014. L’Italia ha inviato alla Commissione ulteriori informazioni il 13 dicembre 2013, ma la Commissione è preoccupata del fatto che il  nostro paese non possa incorrere ulteriori ritardi.

La Commissione, in ultimo, sottolinea coma la direttiva 2010/63/UE mira ad eliminare le disparità tra gli Stati membri nel campo della  protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali, educativi e ad altri fini scientifici . La Direttiva, sempre secondo la Commissione, mira a minimizzare l’uso di animali negli esperimenti, in particolare animali vertebrati e cefalopodi, e richiede soluzioni alternative da utilizzare, ove possibile . Nel contempo viene assicurato che la ricerca nella nUE rimane di qualità superiore.

Questo secondo la Commissione. Ieri, all’annuncio del deferimento, vi erano state molte reazioni in campo animalista (vedi articolo GeaPress).

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