GEAPRESS – Ottantacinquemila firme di protesta raccolte in sei settimane dalla Leal (Lega Antivivisezionista), poi l’intervento della Ministra Brambilla e del prof. Umberto Veronesi (vedi articolo GeaPress), ed ancora il Ministro Frattini. Tutti a dire no al testo proposto per la nuova Direttiva sulla vivisezione che oggi, a partire dalle nove, sarà oggetto di votazione del Parlamento Europeo.

Un tonfo nel passato, secondo la Leal. “In questi ultimi mesi quasi tutti gli articoli chiave sono cambiati in peggio rispetto alla prima stesura del 2008” ha dichiarato Vanna Brocca della Leal. Eppure l’eurodeputata Elisabeth Jeggle del Partito popolare europeo, relatrice della nuova proposta, aveva dichiarato come “le nuove norme realizzano un compromesso tra i diritti degli animali e le esigenze della ricerca”. Figuriamoci, continua Vanna Brocca, “tra le procedure codificate c’è pure l’isolamento forzato di cani e scimmie, il nuoto forzato o altri esercizi fino all’esaurimento dell’animale”. Cose che in effetti fanno ricordare più gli esperimenti condotti nei lager nazisti che una normativa che dovendo disciplinare sulla sperimentazione animale doveva almeno adeguarsi ai tempi.

Secondo il Comitato Scientifico Equivita, poi, la nuova norma con la scusa di snellire la burocrazia “trascura ogni considerazione di logica, di etica, di rispetto del mandato ricevuto dai cittadini europei ad agire per il bene della comunità”. Proprio sui principi da rispettare, nei giorni scorsi era intervenuto il Ministro Frattini. Ricordando a tal proposito il Trattato di Lisbona, il Ministro aveva sottolineato il principio che l’Europa promuove la tutela e il diritto degli animali a non subire sofferenze, in quanto esseri viventi capaci, come l’uomo, di provare dolore. All’art. 13, in particolare, viene posto l’obbligo per gli Stati membri di rispettare le esigenze del benessere. Questo proprio nell’adozione delle politiche europee per i settori economici e scientifici. Invece, sempre secondo la Leal con il nuovo testo “vengono resi obbligatori soltanto i metodi alternativi recepiti dalla normativa comunitaria, che al momento sono pochi. Il primo testo proposto della Commissione, invece, era molto più avanzato, includendo tutti i metodi sostitutivi disponibili e scientificamente soddisfacenti”.

La speranza, pertanto, è che gli europarlamentari si pronuncino oggi contro la proposta, rinviando il testo in Commissione. L’appello della Leal, raccolto subito dall’Europarlamentare Sonia Alfano è dalla stessa illustrato nel documento filmato fornito alla Lega Antivivisezionista (vedi video). Oggi pertanto, si deciderà il destino di milioni di creature sfruttate per gli interessi economici delle industrie farmaceutiche. E se nell’appello del Ministra Brambilla contro il testo che oggi si dovrà decidere di adottare oppure no, compare il prof. Umberto Veronesi, qualcosa, questo, dovrà pur significare.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

GeaPress ringrazia per la collaborazione Rosanna Marani.