GEAPRESS – La Commissione Europea Salute e Consumatori, fa una indagine. Una strana indagine per la quale si è avvalsa di 37 esperti nominati tra gli Stati membri, il Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori, produttori di cosmetici e la European Coalition to End Animal Experiments, costituita da più rappresentanti animalisti e per l’Italia dalla LAV.

La stranezza non è tanto che sia stata fatta l’indagine, quanto il fatto che in Italia non sembra ci sia stato un grande dibattito. Anzi, potremo sbagliarci, ma ci sembra che non se ne sia proprio parlato. Si doveva farlo perché in ballo vi è l’ulteriore rinvio del divieto di sperimentare sugli animali i prodotti cosmetici.

L’indagine della Commissione Salute pone subito al centro del problema la data decisa per il bando di utilizzo di ogni animale: marzo 2013.

La direttiva cosmetici mira, infatti, ad una graduale abolizione della sperimentazione animale. Nella sua applicazione pratica è in realtà andata ben oltre; ovviamente in senso negativo. Il primo bando era stato infatti fissato nel 1998. Fu poi posticipato al 2000 ed ancora al 2002. Infine nel 2003, tutto rinviato al 2013; forse. Intanto milioni di animali continuano a morire tra atroci sofferenze. Questo nonostante ormai più case di cosmetici hanno del tutto abbandonato ogni utilizzo di animali.

Nel 2011 la Commissione dovrà però rendicontare sui metodi alternativi che dovrebbero far evitare ulteriori deroghe alla scadenza del 2013. Viene indetta, allora, quella che è una vera e propria consultazione popolare. La Commissione europea, ha reso noto il modulo lo scorso 23 luglio. Chi ha saputo di una iniziativa così importante che va in scadenza non tra un anno ma tra appena quattro giorni? Sicuramente le industrie di cosmetici saranno state molto efficienti.

Ad accorgersi della strana indagine è la LEAL, la Lega Antivivisezionista, purtroppo non rappresentata in seno all’ European Coalition to End Animal Experiments.

La consultazione della Commissione Salute è molto pericolosa. Questo non perché è rimasta sostanzialmente nelle mani di chi potrebbe avere l’interesse a non spendere soldi per convertire le sue industrie, ma soprattutto perché tra i compiti della Commissione che rendiconterà, non vi è solo quello di fare edotti gli europarlamentari ma anche di proporre soluzioni legislative. In parole povere significa rimandare ulteriormente la scadenza del 2013. Occhi e pelle delle velleità umane non se ne accorgeranno. Continueranno, invece, ad arrossire, ustionarsi ed infine decomporsi quelle dei conigli e delle altre vittime di un commercio senza etica.

Chi ha saputo di questa pubblica consultazione? La Commissione parla chiaro, avrebbero potuto parteciparvi tutti, seguendo minime indicazioni per la compilazione di un modulo forse un po’ criptico nella sua essenzialità ma comunque pubblico. Ancora una volta, dopo la delusione della Direttiva Vivisezione, vi è da chiedersi come operano le “grandi” lobby animaliste.

A soli quattro giorni dalla scadenza si può fare ben poco. La compilazione del modulo, sebbene aperta al pubblico, richiede ovviamente delle competenze e per questo la Commissione allega del materiale introduttivo. Questo comunque il link per avere maggiori informazioni: http://ec.europa.eu/consumers/sectors/cosmetics/documents/public_consultation/index_en.htm

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