GEAPRESS – Se c’è qualcuno che sta tentando i giochini della politica è chi nulla ha fatto quando avrebbe potuto fare. Questo in sintesi il pensiero della Senatrice Marinaro (PD), chiamata in ballo dall’On.le Michela Brambilla che ieri l’aveva accusata di tramare in favore dello stralcio dell’ormai famoso articolo 14 (quello anti Green Hill). In sostanza, stante così le cose, l’articolo verrebbe separato dal disegno di legge comunitaria 2011, ed entrerebbe in una corsia ordinaria (anche sotto il profilo della tempistica, che inevitabilmente si allungherebbe) presso la Commissione Igiene e Sanità.

Per la Senatrice Francesca Maria Marinaro, però, è solo una questione tecnica. Il Ministro Moavero come il Sottosegretario alla Salute Cardinale, avrebbero poi sbagliato dichiarandosi possibilisti sul passaggio in Commissione Politiche dell’Unione Europea, dove attualmente è all’esame il ddl comunitaria con il suo articolo 14, senza innescare procedure di infrazione.

Va comunque ricordato che le posizioni del Ministro agli Affari Europei e del Sottosegretario alla Salute, si presentano in maniera diversa. Se per Cardinale, infatti, non vi sono problemi con le procedure di infrazione, per il Ministro Moavero, le cose non stanno alla stessa maniera. Il Governo, nel caso di approvazione, aveva riferito il Ministro, non si opporrebbe all’indicazione del Parlamento (vedi articolo GeaPress) anche se la procedura d’infrazione veniva ritenuta probabile.

Per la Senatrice Marinaro, però, si tratta solo di trovare una soluzione per la quale non c’è motivo di entrare in argomentazioni di merito. L’approvazione dell’art. 14, cioè, sicuramente esporrà l’Italia ad una procedura di infrazione. Sempre secondo la Senatrice Marinaro, il Governo che era in carica quando la Direttiva andò in approvazione, ovvero quello Berlusconi, non solo avrebbe potuto opporre il veto alla Direttiva (quella che ora si vorrebbe attutire con l’art. 14), ma poteva farsi carico di misure restrittive da presentare entro il 9 novembre 2010. Questo non è avvenuto e da qui parte la restituzione al mittente dell’accusa dei giochini della politica.

I giochini, cioè, che la Brambilla, a nome di LAV, ENPA, Leidaa, Lega nazionale difesa del Cane, OIPA e Chiliamacisegua, aveva additato ieri alla Marinaro. Queste Associazioni, avevano altresì sottolineato come la Camera dei Deputati e le Commissioni di merito avevano già votato a larghissima maggioranza l’approvazione di quanto previsto dall’articolo 14, così come si era impegnato a fare il Ministero della Salute e quello delle Politiche Comunitarie che avevano già espresso il parere positivo a tale testo. Sempre secondo le Associazioni che aderiscono alla Federazione presieduta dalla Brambilla, c’è però ancora chi immagina di potere agire sottobanco, addirittura per presunti fini personali.

Per la Senatrice Marinaro, invece, quell’articolo 14 da approvare all’interno del ddl comunitaria 2011, rappresenta solo una forzatura che ci regalerà l’infrazione dell’Europa senza neanche riuscire a chiudere Green Hill.

Consiglio all’On.le Brambilla di ricordarsi di quello che non è stato fatto – ha riferito la Senatrice Marinaro a GeaPress – e che ora si vorrebbe imporre in una legge che è di recepimento del diritto europeo e non un contenitore di questi ed altri giochini

Cosa rappresenta allora l’articolo 14?

Un sotterfugio – aggiunge la Senatrice Marinaro – che nulla risolve, mentre la sede deputata ad esaminarlo, è quella della Commissione Igiene e Sanità“.

Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, la questione dello stralcio dell’art. 14 della legge Comunitaria sarebbe stata già riferita al Presidente del Senato Renato Schifani il quale, però, non si è ancora pronunciato. Fatto, questo, che potrebbe già apparire come un diniego. L’ipotesi di stralcio, infatti, dovrebbe pervenire dal Presidente del Senato o dal Governo.

Cosa succede allora se non avviene lo stralcio? L’art. 14 dovrà essere votato a giorni in Commissione Politiche Europee e seguire così l’iter del ddl comunitaria. Tra gli emendamenti presentati (vedi articolo GeaPress) anche quello soppressivo dell’intero articolo a firma del Senatore Ignazio Marino (PD) e quelli anti chiusura Green Hill, a firma dei Senatori Giovanardi e Castro, entrambi PdL.

Se, invece, viene stralciato e consegnato ai lavori della Commissione Igiene e Sanità (dove è membro il Senatore Marino), l’articolo 14 verrebbe esaminato assieme agli altri ddl esistenti sull’argomento, ma in sede referente, ovvero con i lunghi passaggi parlamentari. Per accelerare la procedura, ci sarebbe bisogno della sede deliberante, ovvero un iter molto più veloce per il quale è richiesta una condivisione politica più ampia che allo stato, però, sembra proprio non esserci. Anzi, la questione politica, sembra ancora sovrastare ogni scelta in capo alla vita degli animali. Possibile, infatti, che sulla procedura di infrazione da parte dell’Europa, ci siano pareri diametralmente opposti? Non dovrebbe essere solo un aspetto tecnico alla luce del quale confrontarsi serenamente sul da farsi?

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