GEAPRESS – Per alcuni è il baluardo contro gli attacchi nefasti della direttiva europea sulla sperimentazione animale del settembre 2010. Per altri serve (o forse serviva, considerati gli sviluppi) solo a chiudere Green Hill. Infine, c’è chi pensa che non è utile neanche a quello. Questo in casa animalista, visto che la lobby di settore, ovvero quella a vario titolo afferente alla sperimentazione animale, non ha mancato di fare pervenire in Senato dei quasi anatemi, tanto roboanti da presentarsi a volte in contraddizione tra loro (vedi articolo GeaPress).

L’art. 14 stabula. Chiuso all’interno del disegno di legge comunitaria 2011, ormai da settimane non dà più notizie di sé. Nonostante l’ultima sponsorizzazione sia avvenuta con la consegna di alcuni degli ultimi cuccioli di Green Hill dalle mani del Presidente del Senato (a dire il vero non proprio presente nelle cronache in tema di animali, specie della sua città natale, Palermo), il povero articolo anti vivisezione rimane a languire tra le carte della XIV Commissione del Senato, Politiche dell’Unione Europea. Ormai da tempo, tutto tace. Solo ieri, sebbene indirettamente, si è avuto un flebile segnale di esistenza in vita. Il ddl 3129 rischia di essere svuotato nel ddl 3510. Ovvero la legge comunitaria 2011 potrebbe in gran parte riversarsi in quella del 2012. Scontato, in questo caso, il travaso dell’art. 14. In pratica i tempi verrebbero così posticipati di almeno un anno, bene che vada. Un pericolo in realtà già apparso nelle cronache parlamentari senza particolari proteste, almeno per quanto riguarda l’art. 14.

Nella riunione di ieri pomeriggio è ora trapelata, in area Pd e IdV, l’esigenza di recepire entro le prossime scadenze, alcune direttive europee. A tal fine è stato ritenuto utile l’eventualità del “travaso” di tutto quanto non pertinente agli obblighi comunitari. In base a più membri della stessa Commissione, infatti, il ddl comunitaria dovrebbe attenersi strettamente a questi compiti senza divenire, cioè, una legge contenitore. Da qui il problema (vero o finto che sia) dell’articolo 14 ma anche del 25, ovvero quello sulla giustizia. Per il 14, però, inciderebbe anche il fatto che il Governo italiano, nel 2010, non ha opposto misure restrittive alla Direttiva europea nei tempi consentiti dopo l’approvazione all’europarlamento.

Di diverso indirizzo sono stati gli interventi di PdL e LN, per i quali andrebbe invece continuato l’esame del ddl comunitaria 2011, senza travasi di sorta. Per fare ciò manca ancora il parere sugli emendamenti della Commissione Bilancio che dovrebbe ad ogni modo arrivare entro la settimana prossima. Sembra, però, che il ddl 2011 con il suo articolo 14, sia destinato ancora a stabulare. Questo perché la Commissione attenderà anche il parere del Governo sui due provvedimenti. Dalla prossima settimana, però, si inizia lo stesso…con il ddl comunitaria 2012 (senza articolo 14).

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