GEAPRESS – In tutto 34 articoli e quattro ordini del giorno. Tutti emendamenti pertinenti all’articolo 14 della ddl 3129, la proposta di legge comunitaria 2011. Trentaquattro sembrano tanti, ma in effetti molti sono ripetitivi. A presentarli, sono stati 22 Senatori di vari gruppi politici e non tutti componenti della XIX Commissione del Senato, ovvero quella delle Politiche Europee.

C’è chi vuole mettere nero su bianco sul fatto che i randagi non si toccano e chi vuole invece allargare le specie da non considerare come sperimentabili. Poi c’è chi vuole sopprimere tutto l’articolo e chi, forse più realisticamente, vuole invece cancellato quanto probabilmente pericoloso per gli sperimentatori.

L’abolizionista totale, ovvero chi annullerebbe in toto l’art. 14, ovvero il cosiddetto emendamento “Brambilla”, è il Senatore Ignazio Marino (PD). Il suo emendamento, il primo dei trentaquattro presentati, non lascia spazio a dubbi. Riesce ad essere ancor più sintetico del mitico “M’illumino d’immenso” di scolastica memoria. L’infinta grandezza del Senatore sperimentatore risulta addirittura concentrarsi in due sole parole “sopprimere l’articolo” . Il suo emendamento 14.1 che i componenti della XIV Commissione dovrebbero esaminare, non richiede altro.

Più accorti, quasi con precisione chirurgica, sono invece gli emendamenti sganciati del Senatore Carlo Giovanardi (PdL), già molto noto per le innumerevoli critiche alle tematiche animaliste e non solo. Va dritto sulla meta, entrando nel merito e distruggendo o modificando quanto potrebbe essere utile per contrastare la sperimentazione animale. Eliminazione del comma 1 lettera c (emendamento 14.5), ovvero divieto di allevare cani (con probabile chiusura di Green Hill), gatti e scimmie per la sperimentazione. Giovanardi vorrebbe poi ridotta la possibilità di impedire gli ambiti sperimentali, alle sole esercitazioni belliche. Per quelle didattiche, invece, è tutto a posto. Si potrà sperimentare secondo il suo emendamento 14.14. In ultimo, gli esperimenti senza analgesia o anestesia e che provocano dolore. Per Giovanardi si potranno eseguire se passerà il terzo emendamento che propone, ovvero il 14.20. Possibili e dolorosi, se risultano obbligatori in base alle legislazioni o alle farmacopee nazionali ed internazionali.

Sulla stessa linea d’onda (quasi un copia incolla) anche i tre mendamenti del Senatore Maurizio Castro (PdL). Anche lui vorrebbe del tutto eliminata ogni possibilità di divieto di allevamenti di cani, gatti e primati (emendamento 14.7). Castro se la prende pure con la lettera f) dell’art. 14 e come Giovanardi, vorrebbe consentire esperimenti senza analgesia ed anestesia e che provocano dolore se previsti da legislazioni e farmacopee, con l’aggiunta, rispetto a Giovanardi, dell’ulteriore eccezione nel caso trattasi di ricerche che riguardano la salute dell’uomo o delle specie coinvolte (emendamento 14.22).

A volere la soppressione del divieto di allevare cani, gatti e scimmie (ovvero escludere la possibilità di chiudere Green Hill e i suoi beagle, essendo l’unico allevamento di tal genere in Italia) ci sono anche i Senatori Luigi Lettieri D’Ambrogio, Carmelo Morra, Laura Bianconi e Raffale Calabrò, tutti del Pdl (emendamento 14.6). Con l’aggiunta del Senatore Michele Saccomanno (PdL) gli stessi vogliono anche annullare ogni efficacia su analgesia e anastesia, secondo copione Giovanardi-Castro (emendamento 14.21). Gli stessi, con un Ordine del Giorno, chiedono al Governo di impegnarsi a togliere i divieti relativi ad allevamenti e quelli su esperimenti senza analgesia e anestesia.

Per fortuna più restrittivi sulla possibilità di usare scimmie antromorfe, sono invece i Senatori Pedica, Bugnano e Belisario del gruppo IdV (emendamento 14.4). Secondo gli stessi Senatori andrebbe esteso anche alle “sostanze d’abuso” il divieto di sperimentare sugli animali (emendamento 14.13). In subordine gli stessi Senatori IdV prevedono, con l’emendamento 14.15, di vietare la sperimentazione anche per l’alta formazione di Medici e Veterinari, così come ora prevista nella lettera e) dell’articolo 14.

Seguono poi due grandi blocchi di emendamenti, per certi versi molto simili, che fanno capo a due diversi eterogenei gruppi di Senatori. Si tratta dei Senatori Franca Chiaramonte (PD), Amato, Ombretta Colli, dimessasi però il 17 maggio e Donatella Poretti (PD – Radicali). Il secondo gruppo è costituito dai Senatori Alberto Filippi , Maria Giuseppa Castiglione, Salvo Fleres, Adriana Poli Bortone, Elio Massimo Palmizio (tutti iscritti al gruppo CN, GS-SI-PID-IB-FI), Manfred Pinzinger (UDC, SVF-AUT; UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) e Raffele Fantetti (PdL).

In molti casi, prevedono le stesse cose. Banche dati, sistema ispettivo ed introito delle sanzioni da destinare al recupero degli animali sperimentati. Punto fermo sul no ai randagi ed attenzione (espresso anche come Ordine del Giorno al Governo) fino al trasporto, ma solo per il primo gruppo. Prevista, dal primo gruppo, la possibilità di cancellare la sperimentazione per l’alta formazione di Medici e Veterinari inserendovi, però, quella per xenotrapianti e ricerche su sostanze d’abuso (emendamento 14.17). Si tratta, in quest’ultimo caso di un emendamento successivo al 14.16, presentato dagli stessi e che invece si limita a non far sperimentare relativamente alla formazione di Medici e Veterinari. Ve ne sarebbe, a dire il vero, ancora un altro (14.18) che considererebbe il divieto solo per la sperimentazione di sostanze d’abuso. Insomma, tutte le possibilità sono aperte, così come, per il secondo gruppo, lo stesso metodo è stato scelto per il divieto di allevare cani, gatti e primati. Tre emendamenti, il 14.8, 14.9 e 14.10, che estendono il divieto alla vendita, poi alla fornitura ed infine esportazione, movimentazione, detenzione, commercio e vendita.

Di quasi nullo significato, almeno ad un primo esame, appare l’Ordine del Giorno presentato dai Senatori Irene Aderenti e Sergio Divina (LNP) che chiedono al Governo di provvedere a chiarire alcuni punti contraddittori tra cui quello relativo alle tecniche di macellazione rituale (?).

Tutti gli emendamenti, saranno sottoposti al vaglio di ammissibilità, ovvero a partire dal prossimo 5 giugno. Come già dichiarato dalla Presidente della XIV Commissione nel corso della seduta dello scorso 16 maggio, saranno ammessi quegli emendamenti che non risulteranno estranei all’oggetto della legge comunitaria.

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