GEAPRESS – Tutto fermo presso la XIV Commissione del Senato. La seduta di oggi, è stata appena convocata. Ad ogni modo, contrariamente a notizie diffuse, non sarebbe stato pertinente al ddl 3129 che vede, all’art. 14, le famose norme sulla sperimentazione animale.

Senza attende che si sbrogli il tutto, il Coordinamento Fermare Green Hill, torna alla carica e ricorda a tutti che il prossimo 30 giugno è indetto proprio a Montichiari, il corteo contro l’allevamento di beagle di via Colle San Zeno. Probabile, dopo i fatti dell’aprile scorso, quando alcune persone vennero arrestate per i cuccioli di beagle prelevati nell’allevamento, che lo schieramento delle Forze dell’Ordine sarà ancora più massiccio. Il primo segnale, per la manifestazione del trenta, è arrivato con il diniego della piazza del Municipio. Secondo gli animalisti la decisione è stata presa dietro probabili pressioni del Comune.

Una nuova grande manifestazione, quella che si prospetta. La prima venne organizzata, sempre dal Coordinamento, il 24 giugno 2010. Tremila persone scesero in piazza per dire no all’ampliamento di Green Hill. Volevano costruire, ricordano i militanti animalisti, cinque capannoni sotterranei. Un progetto che venne poi fermato grazie alla mobilitazione messa in campo.

In questi due anni di cose ne sono successe e di vivisezione si è parlato come non mai in questo paese – dicono al Coordinamento Fermare Green Hill – aprendo gli occhi a milioni di persone sul destino a cui sono sottoposti gli animali nei 600 laboratori autorizzati dal Ministero della Salute“.

La manifestazione di Montichiari avverrà a distanza di sole due settimane dal corteo romano che ha portato per le vie della capitale, oltre diecimila persone. Si tratta degli stessi numeri della manifestazione che il Coordinamento organizzò a Roma nel settembre 2010, pochi giorni dopo l’approvazione della Direttiva europea sulla sperimentazione animale.

Ora, a Montichiari, è previsto l’arrivo di molte decine di pullman. Alle 15.30 i manifestanti convergeranno al Palageorge, in via Falcone. Alle 16.00 si muoverà il corteo. Il Coordinamento Fermare Green Hill, invita a non portare cani che, oltretutto, potrebbero soffrire il caldo che in quei giorni è previsto intenso per via dell’onda ciclonica battezzata, chissà perché, Caronte. Oggetto della manifestazione, dicono sempre dal Coordinamento, è ovviamente la chiusura di Green Hill, ma senza perdere di vista la fine della vivisezione. Un messaggio antispecista, dunque, che pur partendo da una problematica che tocca i cani, animali d’affezione per i quali nella società c’è maggiore empatia, parli della condizione di tutti gli animali sottoposti a sperimentazione nei 600 laboratori italiani.

ll corteo deve essere tranquillo ma rumoroso (megafoni, tamburi, musica…). Un motivo in più per non portare cani. Alla fine della manifestazione, verrà offerto solo cibo vegan (senza prodotti di origine animale). Poi ci sono i non benvoluti alla manifestazione. Chi sono? Individui che portano avanti idee discriminatorie come razzismo, sessismo e omofobia. Non è altresì gradita la presenza di partiti coi loro simboli né di politici. Questi ultimi neanche in forma privata, se in cerca di telecamere. Come alcuni sono solito fare, dicono sempre al Coordinamento che aggiunge “se i politici ci tengono a fare qualcosa per gli animali o contro la vivisezione hanno i loro strumenti, i loro spazi, i loro metodi. Che diano prova lì di quello che dicono e facciano davvero qualcosa di concreto, di promesse e dichiarazioni alle telecamere gli animali non se ne fanno nulla e gli animalisti sono sinceramente molto stanchi“.

Poi un affondo sulla Brambilla accusata di sfruttare la giornata. Nel caso un tentativo patetico. Un inganno, dicono sempre i militanti animalisti, che si spera non duri a lungo. Povera Brambilla. Il Coordinamento non specifica precedenti. Forse quel filmato diffuso dalle televisioni con la Brambilla ed i cuccioli di beagle arrivati da chissà dove, in un bel prato da fare invidia ad un tenuta dei Windsor e proprio in occasione di una manifestazione animalista in strada, poteva essere evitato.

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