vivisezione beagle
GEAPRESS – Si è conclusa oggi, in sede di Commissione Igiene e Sanità del Senato, la discussione sul parere da rilasciare al Decreto Legislativo del Governo di recepimento della Direttiva Europea sulla sperimentazione animale.  Come riferito dalla Presidente di Commissione, Senatrice Emilia Grazia De Biasi (PD), è oggi pervenuto  il parere della Conferenza Stato-Regioni e di conseguenza  la Presidenza del Senato ha sciolto la riserva precedentemente sollevata.

La Commissione ha espresso parere favorevole predisponendo quattro osservazioni.  Di rilievo i distinguo di due Senatori che si sono apposti allo schema di parere formulato dalla Commissione. Si tratta della Senatrice Taverna (M5S) e della Senatrice Granaiola. Quest’ultima ha votato in dissenso al proprio Gruppo (PD). La Senatrice Taverna, ha invece annunciato il voto contrario di tutto il Movimento 5 Stelle, facendo  proprie le considerazioni critiche già espresse dalla Senatrice Granaiola. Significativo quanto riferito da quest’ultima. Secondo i resoconti di Commissione la Senatrice Granaiola ha infatti riferito come “ il provvedimento in esame manchi l’obiettivo, che ritiene fondamentale, di porre le premesse per il superamento definitivo della sperimentazione animale. A tale riguardo, si domanda se lo sviluppo reale dei metodi alternativi possa essere limitato da una certa riluttanza del mondo scientifico ad abbandonare la sperimentazione animale che, a suo giudizio, potrebbe dipendere anche da interessi di cui sono portatori imprese farmaceutiche e forse anche centri di ricerca“.

Breve ma quasi stizzito l’intervento del Senatore Aiello (Nuovo Centro Destra) il quale, annunciando il voto favorevole, lo ha motivato con la necessità di tutelare come bene primario la salute della persona umana e di evitare “derive giuridiche informate a una presunta ortodossia animalista“.

Voto favorevole anche da parte dei Senatori degli altri gruppi con disponibilità del Sottosegratio Fadda, in rappresentanza del Governo, per lo  “sviluppo dei metodi alternativi, ai quali sarà destinato il 40 per cento del finanziamento totale al settore“.

Dunque il Decreto Legislativo del Governo che recepisce quasi nella sua interezza la tanto criticata Direttiva, guadagna l’ok della Commissione Igiene e Sanità del Senato. Un fatto che potrebbe  fare intendere come il recepimento potrebbe essere pronto già nel  mese di febbraio. Questa, infatti, la scadenza che l’Italia ha comunicato come limite massimo alla Commissione Europea che proprio oggi ha reso noto le motivazioni del deferimento del nostro paese alla Corte di Giustizia Europea (vedi articolo GeaPress ). Da notare come la Commissione ha espresso preoccupazioni sul rispetto di tale data.

La Commisisone Sanità del Senato ha comunque previsto quattro osservazioni. Se da un lato viene dato atto dell’esigenza di maggiori finanziamenti per i metodi alternativi, dall’altro si richiama il rispetto dell’art. 2 della Direttiva. Uno stato membro non può legiferare in maniera più restrittiva rispetto alla norma europea. Il riferimento è ai futuri divieti di sperimentare animali per xenotrapianti e sostanze d’abuso. Secondo la Commissione potrebbbe essere in contrasto con la Direttiva. In altri termini l’Italia si doveva opporre prima e non dopo la votazione del 2010. Una data che probabilmente lascerà il segno, visto che prima del 2010 il dibattito sul provvedimento europeo era pressocchè assente.

Queste le osservazioni della Commissione che ha espresso oggi il parere favorevole:

a)      valuti il Governo se i divieti previsti dallo schema, in tema di xenotrapianti e sostanze di abuso (sebbene operativi solo a partire dal 1° gennaio 2017), nonché in tema di allevamento di animali da compagnia, nonché in tema di riutilizzo di animali, siano conformi all’articolo 2 della direttiva e, quindi, agli articoli 76 e 117, comma primo della Costituzione, dal momento che essi sembranocostituire normative più restrittive rispetto alla direttiva, introdotte successivamente alla data del 9 novembre 2010;
b)      valuti il Governo l’adeguatezza del trattamento sanzionatorio delineato dall’articolo 40 dello schema;
c)      valuti il Governo l’opportunità di riformulare gli articoli 37, comma 1 e 41, comma 2 dello schema, al fine di rendere più precisa e cogente la disciplina diretta alla promozione e allo sviluppo degli approcci alternativi, e di rideterminare in aumento il relativo finanziamento;
d)     valuti il Governo, per ciò che attiene all’esercizio di uno stabilimento di allevamento, l’opportunità di riformulare gli articoli 2, comma 2, 20, 21, 30 e 31 dello schema, al fine di specificare che l’autorizzazione all’esercizio è di competenza del sindaco ovvero del direttore generale della competente azienda sanitaria locale, mentre l’attività ispettiva spetta al servizio veterinario della ASL.

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