GeaPress – Il tutto sembra abbastanza semplice. Secondo le disposizioni regionali, infatti, è il Sindaco che dovrebbe concedere l’autorizzazione, sentiti i veterinari dell’ASP. Questi dovrebbero verificare i parametri di legge, ivi compresi quelli regionali, sulle superfici minime di box e recinti. L’ostacolo maggiore per Green Hill dovrebbe essere rappresentato dalle norme che la Lombardia ha varato per garantire il benessere agli animali d’affezione. Un tetto massimo di 200 cani, ivi compresi quelli allevati da strutture commerciali. Ben pochi se si pensa ai 2500 della multinazionale americana Marshall con sede a New York ed installata a Montichiari (BS) con la sua Green Hill. La legge lombarda potrebbe permettergli di derogare al divieto, ma dovrebbero costruire una struttura a moduli separati. Comunque, le superfici ove sono costretti gli animali, sarebbero più piccole rispetto a quelle previste dalla Regione Lombardia.

La Marshall però è in espansione. In Europa come in Cina. Tramite dei partner commerciali anche in Corea del Sud (dove vi sono altri allevamenti) e in India. Il loro fatturato da decine di milioni di euro si sviluppa sulle cure sanitarie per gli animali (sic!). Per queste cure si intendono pure la produzione di mangimi per furetti ed in minor misura cavalli, ma anche l’allevamento di cani, maialini e furetti. Questi ultimi non sono destinati solo alla sperimentazione ma soprattutto alla vendita come pets. Giubbini, deodoranti, trasportini, pettini, spazzole, e vari tipi di mangimi ed integratori, oltre ai furetti stessi ognuno inserito all’interno di specifiche coloriture del mantello. La Marshall è in pratica quella che di più sta godendo dello sviluppo del furetto come animale da compagnia.

Cosa succederà ora? Possibile che sia tutta colpa di una inopportuna (ammesso che così sia) autorizzazione del Sindaco? Intanto la Società che gestisce l’aeroporto di Brescia, che assieme a quello di Verona costituisce il sistema Aeroportuale del Garda, ha annunciato che “ritenendo di contribuire al benessere degli animali” ha sospeso la spedizione dei cani, con effetto immediato. Bene, ma speriamo ancor di più senza per questo sottovalutare un aspetto da incubo. Morini (l’ex allevamento emiliano che riforniva anche la vivisezione) non è potuta andare in India, la Marshall già c’è. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).