GEAPRESS – Lunedì prossimo si entra nella quarta settimana di presidio innanzi ai cancelli Glaxo-Aptuit di Verona. L’associazione Freccia 45 annuncia così il perdurare dell’iniziativa assieme ad una notizia fino ad ora inedita. Una decina di persone che a vario titolo sono impiegate nel plesso di via Fleming, avrebbero preso contatto con gli animalisti. Nessun particolare sul ruolo ricoperto e su un evenutale livello di dissenso, ma la notizia viene confermata questo pomeriggio a GeaPress da Susanna Chiesa, presidente dell’associazione Freccia 45.

Continuiamo ad andare avanti – spiega Susanna Chiesa – ed abbiamo dato l’adesione anche alle iniziative che gli animalisti inglesi stanno per intraprendere proprio dove ha sede la Glaxo. Siamo contenti dei contatti avuti e siamo consapevoli delle difficoltà nelle quali potrebbero incorrere queste persone. Spero serva quale ulteriore invito a riflettere da parte dell’azienda“.

Da quasi un mese gli animalisti sono installati innanzi ai cancelli di via Fleming. Striscioni, slogan e tante speranze. Dalla mozione presentata in Consiglio Comunale da quasi  metà dei Consiglieri, fino alla manifestazione tenutasi per le vie del centro sabato scorso. Impassibili, le due aziende stanno a guardare.

Eppure, per gli animalisti, quei 32 beagle che sarebbero stati sdoganati in Belgio lo scorso 5 marzo, dovrebbero essere proprio lì, in via Fleming. La Glaxo ha fatto sapere di non avere in corso alcuna ricerca sui cani, mentre la Aptuit ha rilasciato  ampie dichiarazioni generali sul rigore degli standard applicati in azienda. Nessun cenno in merito ai 32 beagle. Come è noto la seconda multinazionale ha rilevato, pochi anni addietro, i laboratori della prima. Basta recarsi in via Fleming per capire la distanza non proprio siderale tra i due colossi della farmaceutica. La Glaxosmithkline, storica multinazionale britannica e la Aptuit ben più recente multinazionale statunitense.

A quali sviluppi potrebbero portare queste persone che si sarebbero messe in contatto con Freccia 45 è ancora troppo presto per dirlo, anche perchè la stessa associazione mantiene il massimo riserbo. L’unica cosa che trapela è che non si trattava di un atteggiamento ostile.

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