GEAPRESS – “E’ iniziata sotto la pioggia e sta finendo sotto la pioggia“. Così Fabio Saino, Responsabile della sezione di Novara dell’associazione Freccia 45, sintetizza quello che sembra essere un buon risultato del presidio animalista innanzi i cancelli della ex Glaxo, ora Aptuit, di Verona.

Ogni giorno dalle 9,00 alle 23.00, secondo le disposizioni della Questura. Un appuntamento che forse non deve fare molto piacere alla multinazionale  che ai giornalisti nulla dice. Nessuna conferma, ma neanche smentita, del presunto arrivo di 32 cani beagle sdoganati in Belgio e provenienti dagli USA.

Questo secondo la denuncia di Freccia 45, Comitato Montichiari Contro Green Hill e Coordinamento Fermare Grenn Hill. E’ però un dato ormai ricorrente che ogni volta che Freccia 45  diffonde notizie in merito all’arrivo di animali per la sperimentazione italiana, queste siano state  sempre riscontrate. E’ successo con i primati arrivati per la Harlan di Correzzana (MB) ma anche con gli otto beagle diretti ad RTC di Pomezia (RM). Anzi proprio questi ultimi sarebbero arrivati assieme a quelli di Verona. Una stessa spedizione, dunque. Poi le loro strade si sarebbero divise. Gli otto di Pomezia, però, sono stati dati in adozione alle famiglie. Ed i 32 che si dice essere a Verona?

Dunque, da stamane, è presidio in via Fleming. Alle 9.00 erano in 15 sotto la pioggia. Questo pomeriggio ancora di più e sempre sotto la pioggia.

Attivisti non solo delle tre sigle che hanno denunciato nei giorni scorsi il presunto arrivo dei 32 beagle, ma anche tanti altri a titolo personale e, proprio pochi minuti addietro, la delegata OIPA di Verona. Tutti per la libertà dei beagle perchè, al di là del silenzio della Aptuit, basta fare un giro tra i manifestanti per capire di come nessuno dubita della presenza dei cani.

Da Bruxelles è intanto arrivato l’appoggio dell’europarlamentare e vice presidente dell’Itergruppo sul Benessere degli Animali al Parlamento europeo Andrea Zanoni. In un suo comunicato, Zanoni ha voluto ribadire come “l’attuale sperimentazione fatica ad evolvere verso metodi alternativi e resta invece ancorata ad una pratica, la vivisezione, barbara ed inutile“. Dunque il pieno appoggio ai manifestanti di Verona.

Proprio nei giorni scorsi l’On.le Zanoni aveva presentato una interrogazione alla Commissione Europea, per chiedere informazioni sull’attività del Centro europeo che valida i metodi alternativi. Ad avviso di Zanoni è un peccato che i colossi della farmaceutica non facciano tutto il possibile per sviluppare le alternative alla vivisezione.

Continueremo con il presidio – riferisce a GeaPress Susanna Chiesa, presidente di Freccia 45 – Siamo certi che anche questa volta non mancherà l’apporto dei manifestanti. La nostra è una manifestazione pacifica ma determinata. Fanno finta di non vederci, ma noi sappiamo che così non è visto che, tra l’altro, riusciamo a sapere quando arrivano gli animali“.

Di certo dopo Pomezia, Green Hill, Harlan e chissà cos’altro ancora, l’Italia sembra non essere più un posto così sicuro dove fare sperimentazione animale. I viaggi degli animali, poi, sono quasi un libro aperto.

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N.B.: il riferimento citato nell’articolo alla “ex Glaxo ora Aptuit” è relativo al settore della ricerca di cui accordo di cessione della prima società alla seconda, avvenuto nel luglio 2010.