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GEAPRESS – Si parte da piazza Pradaval, intorno alle 14.30. Poi, per Corso Porta Nuova, ci si inoltrerà per il lungo percorso che passerà per tutto il centro storico nella grande ansa dell’Adige, fino a Piazza dei Signori dove avverrà il presidio antivivisezionista previsto fino alle 19.00.

In questa maniera sabato primo giugno, l’associazione Freccia 45, unitamente al Comitato Montichiari Contro Green Hill e al Coordinamento contro Green Hill, tornerà a chiedere la liberazione dei 32 beagle che, secondo la denuncia degli animalisti, sarebbero detenuti nei laboratori di via Fleming.

Contro la vivisezione e per i 32 beagle“,  riferisce a GeaPress Fabio Siino, attivista di Freccia 45 che dal 20 marzo scorso è sempre sulla breccia del presidio animalista di via Fleming a Verona. Oltre due mesi di no stop animalista che non smette di andare avanti. Si continua ancora, senza sosta, finchè, dicono gli animalisti, non molleranno quei 32 beagle.

Mai tanta attenzione puntata oltre quei cancelli dove, secondo la denuncia delle associazioni, sarebbero arrivati i 32 beagle sdoganati in Belgio e provenienti dagli Stati Uniti. Dalla Aptuit, però, la multinazionale americana che ha rilevato pochi anni addietro i laboratori di via Fleming che furono della  GlaxoSmithKline (multinazionale britannica operante nel settore farmaceutico) nessun cenno sulla presenza dei cani.

Si continua ad andare avanti così, senza alcun cenno di dialogo, come invece si era sperato quando il Comune di Verona ricevette una rappresentanza animalista grazie all’impegno del presidente della IV Commissione consiliare, avvocato Ciro Maschio.

Dunque, sabato prossimo, di nuovo in corteo per ricordare a tutti l’opposizione ad un metodo, quale quello della sperimentazione animale, che stenta a volersi evolvere verso altre strade. Quelle prive di animali, senza sperimentazione (animale) o vivisezione. Una disquisizione da vocabolario, secondo gli animalisti, che vorrebbe il primo termine cancellare una definizione ormai troppo conclamata come una bruttura della storia.

Sabato si torna per le vie di Verona che, come ebbe a dire Donatella Rettore nel corso di una visita al presidio antivivisezionista, è la città dell’amore non del dolore.

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