GEAPRESS – Verona è la città dell’amore non del dolore. Così Donatella Rettore, che assieme a Fiordaliso ha partecipato questo pomeriggio al presidio antivivisezionista di via Fleming, ha detto al megafono di Freccia 45. Oltre un centinaio di attivisti, tutti per i 32 beagle che, stante la denuncia di Freccia 45, sarebbero detenuti nei laboratori di via Fleming. Presidio che va ormai avanti da un mese e che aggiunge, proprio oggi, una nuova spina nel fianco a chi imputato di tenere quei cani. Una nuova sede di Freccia 45, proprio a Verona.

Nel giorno nel quale il Sindaco Tosi è apparso nelle pagine de L’Arena assieme al presidente di Confindustria per difendere l’importanza occupazionale e della ricerca del colosso farmaceutico di via Fleming, la protesta animalista si è arricchita della presenza di Donatella Rettore e Fiordaliso. Una presenza gioiosa ma che, nelle dichiarazioni di entrambe, è stata velata dalla tristezza sul destino di quei cani e non solo. “Ancora mi stupisco – ha riferito Fiordaliso a GeaPress – di dovere fare queste cose. Mi sembra di stare innanzi ad un lager chiedendo di non ammazzare le persone. La ricerca – ha aggiunto Fiordaliso – si può fare in altra maniera. Io e il mio cane non siamo uguali, come è possibile che servono alla nostra salute?”.

Silenzio assoluto sia dalla Glaxo che da Aptuit anche se qualcosa sembra trapelare tramite il Comune di Verona. Secondo indiscrezioni circolate proprio oggi, parrebbe che il Comune si sia reso disponibile ad ospitare un incontro tra i due colossi della farmaceutica e gli animalisti di Freccia 45. “Vedo questo tentativo – ha dichiarato a GeaPress Susanna Chiesa, presidente di Freccia 45 – come il tavolo concertato a Roma presso il Ministero della Salute. Il dott. Tettamanti guiderà una commissione di esperti antivivisezioni al tavolo dove siederà anche chi non la pensa come noi. Siamo impegnati per i 32 beagle e speriamo che tale incontro serva a liberarli, ma il nostro pensiero va a tutti gli animali utilizzati“.

Sofferenze evidenziate anche da Donatella Rettore. “Viviamo in un mondo già abbastanza brutto – ha riferito Donatella Rettore a GeaPress  – e non è possibile infliggere ancora queste sofferenze ad essere indifesi. Ho sempre appoggiato le tematiche proposte dalle associazioni animaliste – ha aggiunto Donatella Rettore – ed è fondamentale che in Italia si inizi a rispettare i diritti degli animali. La vivisezione non fa parte del mio vocabolario“. Poi il pensiero ai 32 beagle che, stante la denuncia di Freccia 45, Comitato Montichiari contro Green Hill e Coordinamento Fermare Green Hill, sono detenuti, dopo lo sdoganamento avvenuto il 5 marzo in Belgio, proprio in uno degli edifici di via Fleming. “Quei trentadue beagle devono andar via da dove sono ora – ha affermato Donatella Rettore – La protesta, però, è per tutti gli animali che subiscono la crudeltà dell’uomo“.

Un arrivo, quello dei beagle, captato dagli animalisti in clima di quasi totale mancanza di informazione. Un aspetto, quest’ultimo sottolineato da Fiordaliso. “Non sapevo – ha riferito Fiordaliso – delle critiche mosse a Telethon, di sicuro di mezzo c’è poca informazione“.

Ed a proposito di informazione, oggi una domanda circolava tra i manifestanti di via Fleming. Nell’articolo dove apparivano il Sindaco Tosi ed il presidente di Confindustria, è stato riferito di minacce ai dipendenti Aptuit. “Ancora non lo sapevamo – riferiscono in coro gli animalisti in via Fleming – ci piacerebbe sapere quando sono avvenute queste cose “.

Intanto, venerdì prossimo il presidio si sposta proprio sotto la sede del Comune, in piazza Brà. Magari un’occasione per il Sindaco. In fin dei conti la sua città sta ospitando la più lunga manifestazione antivivisezionista avvenuta in Italia.

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