scimpanzè
GEAPRESS – Una forte riduzione del numero di  Scimpanzé ancora usati nella ricerca biomedica  è stata poche ore addietro annunciato dal National Institutes of Health. La maggior parte degli Scimpanzé tutt’ora presenti, ha riferito il National Institutes of Health, andrà in “pensione”. Gli animali che rimarranno nelle disponibilità del NIH, saranno cinquanta, ma non dovrebbero esserci riproduzioni.

L’intervento del National Institutes of Health è probabilmente dovuto a quanto già stabilito nel 2011 dal Dipartimento di appartenenza, ovvero quello della Salute (vedi articolo GeaPress). Nuove regole al meccanismo di spesa federale e nuove regole non più dettate dai centri da finanziare ma dalla stessa autorità federale. Da rilevare come l’Autorità sanitaria nell’imporre i nuovi criteri ha voluto tenere conto della somiglianza dello scimpanzé con l’uomo.

Nel dare comunicazione della storica decisione, il Direttore del National Institutes of Health Francis Collins ha dichiarato come “gli americani hanno beneficiato largamente dei servizi degli scimpanzé nella ricerca biomedica, ma i nuovi metodi e le tecnologie scientifiche hanno reso il loro utilizzo nella ricerca in gran parte inutile“.

Quasi a voler escludere l’insorgenza di ogni equivoco lo stesso Collins, ha poi riferito sulle similarità tra uomo e Scimpanzé. “La loro somiglianza con gli esseri umani – ha aggiunto Collins – li ha resi un valore unico per certi tipi di ricerca, ma richiede anche una maggiore motivazione del loro uso. Dopo ampia considerazione ed avere consultato molti esperti, sono fiducioso che riducendo di molto il loro uso nella ricerca biomedica sia stata fatta una scelta giusta e scientificamente valida“.

Stante le prime voci circolate in campo animalista la riduzione riguarderebbe il 90% degli Scimpanzé attualmente detenuti.

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