GEAPRESS – Interferenti endocrini, ovvero sostanze di sintesi che possono interferire con gli ormoni naturali del corpo ed in grado di provocare potenziali danni alla salute. Al fine di un maggiore controllo su queste sostanze la Commissione Ambiente e Salute Pubblica del Parlamento europeo ha approvato ora una specifica relazione voluta dalla eurodeputata socialista svedese  Åsa Westlund.

Tutto bene ma il rischio, nella stesura iniziale, era che gli interventi previsti potessero avvenire a spese degli animali. Per tale motivo l’eurodeputato Andrea Zanoni ha presentato due emendamenti, ora approvati, che chiedono lo stop alla sperimentazione animale e lo sviluppo di metodi alternativi.

Gli emendamenti da me presentati ed ora approvati – ha dichiarato l’On.le Zanoni – chiedono che questi test non prevedano l’utilizzo di animali bensì che si punti sui metodi alternativi”. Quella degli interferenti endocrini è una minaccia silenziosa ancora in parte sottovalutata e che meriterebbe maggiore attenzione. Sostanze che si trovano nei normali prodotti di uso quotidiano. Imballaggi alimentari, nei prodotti per la cura della pelle, nei cosmetici, nei materiali per l’edilizia, nelle apparecchiature elettroniche, nei mobili e nei pavimenti.

L’Europa – ha aggiunto Zanoni – si deve fare garante della salute di tutti, uomini, donne e animali, in nome dei principi alla base dell’Unione europea stessa che sanciscono il rispetto e la tutela di tutte le forme di vita esistenti”. In definitiva con la relazione ora approvata si chiede una normativa europea più forte che preveda test adeguati. Prove, cioè, in grado di individuare gli interferenti endocrini.

Particolare attenzione deve essere posta al regolamento relativo alla classificazione, etichettatura e imballaggio CLP. Non meno importante è poi il cosiddetto regolamento REACH, i regolamenti relativi ai prodotti fitosanitari PPPR, per non parlare della Direttiva relativa all’immissione sul mercato dei biocidi e quella sui cosmetici.

Tutti provvedimenti in difesa della salute umana, anzi previsti con molto ritardo rispetto alle date di individuazione di tali sostanze e dei sospetti sulla loro dannosità. Emendamenti opportuni, dunque, anche per chi sostiene che la sperimentazione animale, etica oppure no, sia anche un errore metodologico.

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