cosmetici II
GEAPRESS – Dopo il divieto dei test cosmetici sugli animali adottato dai paesi dell’Unione Europea e più di recente dall’India (vedi articolo GeaPress) si punta ora sulla Cina. A darne comunicazione è la Humane Society International, una delle più grandi associazioni animaliste americane.

La Cina, fanno presente gli animalisti, è il quarto mercato mondiale di prodotti cosmetici, stimato in 22 miliardi di dollari annui. Una iniziativa, quella animalista, che nei giorni scorsi ha sicuramente avuto il suo eco nelle dichiarazioni del Commissario Europeo all’Ambiente Janez Potočnik.

Rientrato da un suo recente viaggio in Cina, il Commissario ha comunicato di essersi intrattenuto con le autorità di quel paese per uno scambio di vedute sul divieto europeo di utilizzare animali per i test cosmetici. Divieto che, come si ricorderà, è in vigore dal marzo di quest’anno. Disposizioni, quelle europee, che si applicano anche per le importazioni dai paesi terzi e pertanto anche dalla Cina.

Con questo divieto – ha dichiarato il Commissario – l’Europa si posiziona tra i paesi che hanno intrapreso le più severe disposizioni in favore del benessere degli animali“. L’intento, ha specificato sempre il Commissario, deve anche essere quello di aprire la strada ai metodi alternativi. Da qui l’incoraggiamento per le autorità cinesi.

Ci sono molte aree per le quali la sperimentazione animale può essere sostituita” – ha aggiunto Potočnik. L’obiettivo potrebbe ora essere quello di un Centro comune di ricerca tra la UE e la Cina.

Proprio in Cina la Humane Society ha investito 80.000 dollari per una prima collaborazione con l’Accademia cinese delle Scienze. L’oggetto dell’investimento è stato proprio la sperimentazione in vitro come base per in metodi alternativi.

Un impegno, quello ora portato avanti in Cina, che vede altresì coinvolte PETA e la Society for the Prevention of Cruelty to Animals.

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