scimmia danzante
GEAPRESS – Le firme dell’iniziativa STOP VIVISECTION potrebbero essere di più di quelle finora comunicate. Ben 1.126.005 sono state le adesioni riportate  dal Comitato organizzatore al primo novembre (vedi articolo GeaPress). Italia esclusa, tali firme sono però riferibili solo alla raccolta on line. Arrivati tutti i plichi cartacei e completato il conteggio definitivo, il tutto verrà poi presentato alle autorità nazionali.

Firme che nel frattempo stanno sommergendo il Comitato che ha sede a Palermo. Pacchi da tutta Europa che hanno fatto esclamare all’On.le Sonia Alfano un soddisfatto “siamo letteralmente sommersi dalle vostre firme! Grazie!“.

Una soddisfazione meritata anche per l’inaspettato risvolto dell’onda di entusiasmo che ha caratterizzato STOP VIVISECTION.  L’On.le Alfano si è infatti ritrovata pure delle richieste di adesione all’iniziativa.   “Molte persone mi stanno chiedendo di “aderire” alla campagna Stop Vivisection – ha dovuto precisare l’On.le Alfano – Vorrei chiarire: Stop Vivisection e tutto ciò che ruota intorno a questa iniziativa è frutto del mio personale impegno e del mio lavoro parlamentare e politico“.

Come è noto l’iniziativa popolare vuole mandare a casa l’incredibile Direttiva “vivisezione” approvata a Strasburgo nel settembre 2010. “Senza aspettare venti anni“, aveva riferito l’On.le Alfano che, subito dopo l’approvazione del provvedimento, denunciò a GeaPress lo strano clima misto di sonnolenza ed interessi di lobbies che aveva premiato “colonnelli e soldatini” (vedi articolo GeaPress). Un testo, riferì allora l’0n.le Alfano, che non venne adeguatamente contrastato.

Per ricordare cosa venne in realtà approvato, basta considerare quanto oggi riportato dalla LEAL (Lega Antivivisezionista) in merito alla stessa Direttiva. Tra quest’ultima e le scimmiette danzanti di Giacarta non vi sarebbe alcuna differenza. Come è noto le autorità indonesiane (per problemi legati alla congestione del traffico) avrebbero preso l’impegno di vietare le esibizioni in strada dei poveri animali ridicolizzati facendogli indossare tra gli altri guai, delle maschere. Tra le orrende performance alle quali  sono sottoposti, vi è pure una sorta di “esibizione pubblica” con tanto di pistola puntata alla nuca. In Europa, sempre secondo la LEAL, è possibile farlo realmente grazie alla stessa Direttiva. “Sappiate – riporta stamane una nota della Lega Antiviviseizonista – che l’Allegato IV della Direttiva 2010/63/UE (pagina 72, tabella 3) consente di uccidere gli animali da laboratorio nello stesso identico modo“.

Per gli antivivisezionisti sarebbero però diversi i “metodi di soppressione degli animali“, tutti elencati nella stessa Direttiva. Dislocazione cervicale per uccelli, roditori e conigli; colpo da percussione alla testa per cani, gatti e furetti neonati; decapitazione per di uccelli e roditori; elettrocuzione per pesci, anfibi, rettili, uccelli, conigli, cani, gatti, furetti, grandi mammiferi; il colpo a proiettile libero per rettili, cani, gatti, furetti, grandi mammiferi e infine l’overdose di anestetico per i primati.

La soppressione degli animali, deve essere completata da uno a scelta dei seguenti metodi: distruzione del cervello, dislocazione del collo, dissanguamento. “Le scimmie danzanti asiatiche – conclude la nota della LEAL – non vengono nominate dalla Direttiva. Ma quel è la differenza?“.

Occhi puntati, dunque, sui prossimi sviluppi di STOP VIVISECTION. Entro la fine di dicembre tutte le firme saranno presentate alle autorità nazionali per la loro validazione.

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