GEAPRESS – Non solo Stop Vivisection, per mandare in soffitta la Direttiva europea cosiddetta “vivisezione”.  A rischio vi sono tanti importanti argomenti che hanno trovato spunto dalla nuova legge di iniziativa popolare entrata in vigore nell’aprile 2012. Per l’Eurodeputato Andrea Zanoni “uno stupendo strumento democratico a disposizione di tutti i cittadini europei“.

Il rischio è che ora il tutto venga vanificato da errori tecnici e cavilli burocratici. Poi problemi amministrativi ed i costi alla base del sistema di raccolta del milione di firme. Per questo l’On.le Zanoni ha firmato una interrogazione alla Commissione europea che denuncia alcuni problemi riscontrati da cittadini e associazioni che ne hanno fatto finora ricorso.

Con tale nuovo metodo i cittadini europei, previa raccolta di 1 milione di firme in un numero minimo di Paesi membri, possono esigere che la Commissione europea si occupi di una determinata tematica ed eventualmente, se l’argomento si dimostrasse di rilevanza comunitaria e non in contrasto con i principi dell’Ue, avanzare una proposta legislativa. Tra questi proprio la campagna Stop Vivisection contro la nefasta direttiva  approvata nel settembre 2010. Dalla sperimentazione sui randagi (per fortuna non applicabile in Italia) fino ad esperimenti molto dolorosi e senza anestesia.

Migliaia di cittadini europei e centinaia di associazioni si sono già mobilitati per raccogliere le firme indispensabili a chiedere l’intervento di Bruxelles su tutta una serie di questioni, dal pluralismo dell’informazione all’addio alla vivisezione, e tanto altro ancora – attacca Zanoni – Purtroppo i problemi tecnici, meramente amministrativi e anche gli alti costi per avanzare nella procedura lamentati sono molti e rischiano di vanificare l’intera carica democratica dell’iniziativa”.

A quanto pare il problema riguarderebbe la non praticità del software, così come già riscontrato, riferisce sempre Zanoni, dagli organizzatori della petizione per il benessere delle mucche da latte in Europa.

Per questo motivo – ha concluso l’Europarlamentare – chiediamo alla Commissione di intervenire quanto prima possibile affinché siano appianate tutte le difficoltà ed evidenziando, così, il potenziale democratico dell’iniziativa di legge popolare“.

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