stop vivisection
GEAPRESS – Ultimi trenta giorni per firmare Stop Vivisection, la raccolta di firme che così come previsto dall’Unione Europea consentirà al legislatore comunitario di rivedere la famigerata Direttiva cosiddetta “vivisezione”.

La Slovacchia ha oggi raggiunto il 100% delle firme previste dalla petizione, mentre Slovenia e Belgio sono andati anche oltre. 171% e 125% rispettivamente. La Spagna, in modo particolare (97%), e la Germania (93%), sono ormai prossime mentre l’Italia, che sta sostenendo lo sforzo più grosso, supererà tra poche ore la soglia del 90%. Altri paesi ancora si assestano con percentuali prossime.

In base al Regolamento europeo almeno 7  paesi  devono raggiungere l’obiettivo minimo nazionale. Un traguardo, dunque, ormai a portata di mano ma proprio per questo è necessario non abbassare la guardia, anzi bisogna intensificare ancora di più lo sforzo raggiungendo il limite previsto prima della scadenza naturale  che avverrà fra trenta giorni esatti.

Significativi contributi sono arrivati dall’Italia in favore di quei paesi che stanno stentando nella raccolta. Secondo il Coordinamento Europeo Stop Vivisection, sono affluiti dall’Italia 12.400 euro per potenziare la raccolta. I donatori sono la LEAL, la LAV, il PAE e Comitato Scientifico Equivita.

Un’avventura straordinaria, riferisce il comitato promotore, che tramite l’innovativo sistema della petizione, voluto proprio dall’Unione Europea, costringerà il legislatore a rivedere le sue posizioni in tema di sperimentazione animale. Un’occasione unica ed irripetibile che sta comunque evidenziando il ruolo fondamentale del nostro paese.

L’Italia ha infatti la quota più grande delle firme da raccogliere. Mezzo milione, un dato di gran lunga superiore ad ogni altro paese. Ne mancano poco più del 10%. Dunque, no alla vivisezione e firma su Stop Vivisection

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