sperimentazione animale
GEAPRESS – La notizia che una ascella sudata potrebbe compromettere la validità di un test, potrebbe generare ilarità se non fosse per il fatto che è stata pubblicata in una rivista scientifica. Secondo uno studio condotto da 21 ricercatori di diversi gruppi di ricerca statunitensi, canadesi e svedese, gli effluvi ascellari, se emessi da un ricercatore e non da una ricercatrice, potrebbero, infatti, sfalsare il risultato finale. La ricerca, pubblicata lo scorso 28 aprile su Nature Methods e ripresa da  riviste come Scientific American, potrebbe ora favorire la tesi di chi sostiene la debolezza del metodo di ricerca basato sull’uso di animali. Fattori ambientali che potrebbero generare stress compromettando la validità del risultato.

Perchè un uomo e non una donna può alterare la reazione di un topo?

La risposta fornita dai ricercatori prende spunto da un fatto che fino ad ora era rimasto senza riscontro: ovvero i roditori sembravano rispondere agli esperimenti sul dolore in maniera diversa se in presenza di ricercatrice o ricercatore. La presenza di sole ricercatrici sembra ora fornire una risposta più veritiera, mentre i ricercatori possono alterare fino al 40% il valore del risultato finale. Sembra, a tal proposito, che il dubbio si andava vociferando  da anni.

Per capire se un topino alterava la soglia di dolore, i ricercatori hanno a sua volta provocato un dolore. Una iniezione alla zampa. Se la stanza si svuotava immediatamente, la soglia sembrava non subire variazioni; viceversa si registravano delle oscillazioni. I ricercatori hanno così trovato una correlazione in funzione del sesso del ricercatore. Bastava, infatti, lasciare nella stanza una maglietta indossata la notte precedente da un uomo, per provocare una alterazione della soglia del dolore. Con le donne, invece tutto tranquillo.

La fonte del “profumo” che influenzava il comportamento dei topi veniva rintracciata nel sudore ascellare maschile. Negli uomini alcune sostanze si troverebbero in misura maggiore rispetto alle donne.

Sorprendente la motivazione fornita dai ricercatori: l’odore del sudore umano maschile stressava a quanto pare gli animali, abbassando così la soglia del dolore. Anzi, basta la presenza di un cane come un gatto, ratto o cavia rigorosamente maschio per alterare il tutto. Alla base dello strano comportamento che scatenerebbe lo stress, ci sarebbe la competizione per il cibo indotta da una presenza maschile. Gli animali si stressano e sentono meno il dolore.

Rimane però da capire,  perchè i ricercatori hanno impiegato così tanto tempo per un esperimento tutto sommato molto semplice.

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