macaco
GEAPRESS – La conferma della bontà della fonte è arrivata oggi, ma la notizia era già stata captata dagli animalisti almeno tre settimane addietro. Una nuova spedizione di scimmiette da destinare alla sperimentazione animale in Italia. Top secret sull’industria con sede italiana e sul luogo fisico della destinazione.

A confermare l’indiscrezione è il Comitato Montichiari Contro Green Hill e l’associazione Freccia 45.

L’unica incertezza potrebbe essere il luogo di imbarco degli animali. Forse si tratterebbe degli Stati Uniti, venendo così meno ad una consolidata prassi che vorrebbe la Cina come uno dei principali esportatori mondiali di scimmie. In particolare, per gli italiani, i centri rifornitori dovrebbero essere nelle province meridionali dello Guangxi e di Hainan. Dopo lo scoppio del caso Harlan, sembrerebbe però che i contatti delle ditte si siano rivolti verso alcuni esportatori dei Caraibi. Minore importanza avrebbe invece assunto l’isola di Mauritius, nell’oceano indiano. Per gli ultimi due casi dei beagle, sottolinea  Freccia 45, l’esportatore sarebbe invece negli Stati Uniti.

Sappiamo tutto – riferisce a GeaPress Susanna Chiesa, presidente di Freccia 45 – Animali, luogo di destinazione e tipologia dei test. Sappiamo anche – ha aggiunto Susanna Chiesa – che l’ordinazione è attualmente sospesa a causa della nostra precedente denuncia sui beagle di Verona. Stanno attendendo l’evolversi della situazione

Come è noto, Freccia 45 è l’associazione animalista che più volte, nel recento passato, è riuscita a captare le informazioni su tali spedizioni. Dai primati inviati alla Harlan di Correzzana (MB), ai beagle di Pomezia (RM) fino ai 32 cagnolini che, secondo la denuncia animalista, sarebbero stati inviati presso i laboratori Aptuit di Verona. La multinazionale americana non ha però mai confermato la notizia,  ribadendo invece la regolarità  della loro attività e gli alti standard adottati in tema di benessere animale. Nessuno di questi precedenti eventi è comunque ad oggi collegabile all’ipotesi di una nuova spedizione. Nome del richiedente e luogo di destinazione, rimangono pertanto rigorosamente top secret.

“Sono sempre meno i richiedenti italiani di animali per la sperimentazione animale – aggiunge Susanna Chiesa – Questo lo sappiamo per certo, è merito delle battaglie antivivisezioniste“.

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