GEAPRESS – Un video tremendo, quello proposto dalla BUAV (British Union for the Abolition of Vivisection) e che sembra essere andato a colpire uno dei luoghi che, per dirla con le parole della Facoltà di Scienze Naturali dell’Imperial Colleg, utilizza uno “dei più alti standard di benessere degli animali nella ricerca nel mondo“.

Eppure nel filmato shock, la parola più ricorrente del commento della BUAV è “incompetence“. Nel documento diffuso vengono più volte riportare le frasi di chi sembrerebbe non conoscere le licenze in atto, oppure crede di poter fare tutto oppure, alla prima esperienza con il ratto, apparirebbe pasticciare senza adeguata assistenza.

L’Imperial College di Londra, dopo le notizie diffuse sulla stampa, ha annunciato di avere commissionato un’indagine indipendente. Per il prestigioso College, “la maggior parte della ricerca biomedica viene eseguita con metodi che escludono la presenza di animali“. Anzi, si ricorre alla ricerca con gli animali sono nel caso non vi siano alternative e per una piccola parte.  Lo stesso College ha altresì trasmesso le accuse al Ministero dell’Interno e con esso lavorerà a stretto contatto per eventuali ulteriori azioni che potrebbero rendersi necessare.

Per la BUAV, però, proprio i più alti standard di benessere che il Regno Unito asserisce avere, sarebbero stati messi in discussione. “Il Regno Unito ha uno dei sistemi più rigorosi al mondo  utili a garantire la stretta regolamentazione della ricerca e della sperimentazione animale.” Così il Ministro Lynne Featherstone aveva detto nel luglio 2011.

Sempre secondo il comunicato diffuso dalla BUAV l’indagine sotto copertura  avrebbe “scoperto un mondo da incubo“.  Animali che avrebbero sofferto oltre il necessario e deceduti per incompetenza. Sarebbe inoltre mancata  una adeguata anestesia e sollievo dal dolore.

Per il Professor Maggie Dallman, Preside della Facoltà di Scienze Naturali, l’Imperiale College consente solo modelli animali in programmi di ricerca nei quali è mostrato il loro uso essenziale. “Per questo – ha dichiarato il prof. Dallman nel comunicato diffuso dall’Imperial College – siamo pienamente impegnati nella sostituzione,  riduzione e perfezionamento dell’uso di animali nella ricerca.

Per la BUAV in quei locali sarebbero invece avvenute violazioni, oltre che  la mancata  conoscenza delle licenze. Animali uccisi pure con  l’incessante volume della musica pop.

Al di là delle divergenti opinioni le immagini sono veramente pesanti. Si attendono pertanto gli esiti della Commissione ed un riscontro a quanto aggiunto da John Neilson, Segretario del College, ovvero che “siamo determinati a scoprire se c’è del vero in queste accuse  presso l’Imperial“.

Tutto sommato dichiarazioni meno infuocate da parte di chi, colpito dalle denunce degli animalisti, rigetta il tutto sostenendo a volte l’alterazione dei luoghi. A ben guardare il filmato,  le voci dei ricercatori parrebbero abbastanza individuabili. Così come abbastanza evidente  parrebbe la musichetta di sottofondo la quale, assieme alle immagini mostrate, contribuisce ad una atmosfera che sa di alienazione. La parte più significativa è forse verso la fine del documento. La ricercatrice, accortasi che gli occhi di un ratto  si muovono ancora, esclama la più famosa delle frasi inglesi: “Oh my God“. Ce ne sarebbe veramente bisogno.

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VEDI VIDEO (ATTENZIONE TI AVVISIAMO CHE LE IMMAGINI SONO MOLTO FORTI):