vivisezione II
GEAPRESS – Dare seguito a quanto previsto dal decreto legislativo n. 26 del 2014 e sostenere anche finanziariamente la ricerca di metodi sostitutivi della sperimentazione animale. E’ quanto torna a chiedere, al Ministero della Salute e al Governo, l’Ente Nazionale Protezione Animali, ricordando come il nostro Paese sia anche in questo campo fanalino di coda.

Nel 2014, riporta la nota della Protezione Animali, gli stanziamenti italiani per la ricerca “cruelty free” ammonterebbero all’”esorbitante” cifra di 80mila euro. Una vera e propria inezia se paragonati alle 6,5 milioni di sterline (pari a più di 9 milioni di euro) stanziate dalla Gran Bretagna ed alla chiara scelta di campo compiuta su questo versante da altri partner europei, quali Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania e Svezia.

Per dire quanto possano essere avanzati i progressi nel campo della sperimentazione “cruelty free” – spiega l’Enpa – basta citare il clamoroso successo ottenuto lo scorso anno negli Usa dove i ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston sono riusciti a ricreare in vitro un sistema di neuroni a partire da staminali umane; un “mini cervello” sul quale hanno riprodotto per la prima volta gli effetti dell’Alzheimer“.

Secondo l’ENPA, grazie a questa, come ad altre scoperte, sarà dunque possibile testare farmaci e terapie direttamente sul modello umano, il che permetterà non soltanto di salvare la vita a milioni di animali rinchiusi nei laboratori e di evitare loro atroci sofferenze, ma consentirà di aumentare l’efficacia di tali farmaci e di ridurre sensibilmente i tempi necessari alla loro commercializzazione proprio perché si salta l’inutile passaggio degli esperimenti su topi, cani o primati.

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