GEAPRESS – Proseguono, in un pericoloso silenzio, le audizioni presso la Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato relative al disegno di legge n. 3129, ovvero la legge comunitaria 2011. Più esattamente la Commissione sta sottoponendo ai suoi lavori l’esame dell’art. 14 del disegno di legge, altresì denominato emendamento Brambilla. Gli incontri, finora quasi tutti dedicati all’ascolto di esponenti del mondo medico favorevoli alla sperimentazione animale, sono stati caratterizzati dalle sottolineature del Presidente, Senatrice Rossana Boldi (LN) e del Relatore Senatore Roberto Di Giovan Paolo (PD), sul fatto che gli Stati membri non possono introdurre norme più restrittive in tema di sperimentazione rispetto a quanto previsto dalla Direttiva europea. Il Senatore Di Giovan Paolo, a questo proposito, ha riferito che il testo licenziato alla Camera dei Deputati potrebbe creare i presupposti per una procedura di infrazione.

Nel corso della riunione tenutasi ieri sono stati ricevuti il professore Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Ricerche Farmaceutiche “Mario Negri”, il professore Roberto Caminiti intervenuto per conto del FENS (Federazione of European Neurosciences Societes), il dott. Gianni Del Negro per conto dell’Associazione Italiana per la scienza degli animali da laboratorio. Gli interventi sono stati giudicati dalla Presidente Boldi di “indubbio interesse“. A data da destinarsi, invece, la scadenza per la presentazione degli emendamenti, tra i quali quello che dovrebbe affossare il famoso articolo 14.

Già il quattro aprile, però, la stessa Commissione aveva convocato altri noti esponenti del mondo della ricerca e suoi campi collaterali. In particolare era stata ascoltata la dott.ssa Monica Bettoni, direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità, accompagnata dal dott. Rodolfo Lorenzini, direttore del Servizio Biologico e gestione della sperimentazione animale dello stesso Istituto. Ad essere ricevuta anche la dott.ssa Gaetana Ferri, direttore generale della Direzione Generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari del Ministero della Salute.

La dott.ssa Bettoni in particolare, rispondendo alle domande dei Senatori, si è soffermata su tutti i punti previsti dall’articolo 14. Per la dott.ssa Bettoni la previsione di personale esperto nella sperimentazione in vitro rappresenterebbe una qualifica improvvisata non essendovi alcuna Università o corso professionale che forma tale figura. Pollice verso anche per il divieto proposto sull’utilizzo di gatti, primati e cani, oltre che le norme previste su anestesia e analgesia.

Proposte, secondo il direttore dell’Istituto Superiore di Sanità, incompatibili con la ricerca scientifica. Il divieto di allevare in Italia scimmie, cani e gatti comporterebbe, sempre ad avviso della dott.ssa Bettoni, l’approvvigionamento degli stessi all’estero con conseguente aggravio di costi e rischi sul benessere degli animali. Su questo punto, però, è intervenuta la dott.ssa Gaetana Ferri, specificando che in Italia non ci sono attualmente allevamenti di gatti e scimmie, mentre per quanto riguarda i cani ve ne è solo uno, ovvero Green Hill, il cui 80% della produzione è destinato all’estero.

Posizioni forse attese, considerati i ruoli che ricoprono tutti gli auditi. Sulla vicenda, però, rimane un piccolo mistero. Dal momento in cui le audizioni sono state da poco convocate, a cosa si riferivano i noti esponenti del mondo della sperimentazione animale quando, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella prima metà di marzo a Milano (vedi articolo GeaPress) hanno informato del fatto che Palazzo Madama era stato già sensibilizzato?

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