GEAPRESS – Avvocato David Zanforlini (nella foto), del foro di Ferrara. Da una sua intuizione potrebbe essere partito l’input investigativo dopo gli arresti del 28 aprile scorso e che ha portato, ieri, al sequestro di Green Hill. L’Avvocato Zanforlini è, infatti, il difensore di una delle persone arrestate. Si tratta di una ragazza di Ferrara che si era rivolta, per la difesa, al suo studio legale. Le battaglie dell’Avvocato Zanforlini in difesa dell’ambiente sono molto note e non a caso, è da vent’anni Presidente del Centro di Azione Giuridica di Legambiente dell’Emilia Romagna. Il Ceag è una struttura diffusa a livello nazionale e della quale fanno parte circa 200 avvocati che seguono le vicende giudiziarie promosse dall’Associazione, sia a livello locale che nazionale. L’Avvocato Zanforlini, poi, ha anche alcuni amici a quattro zampe. Alcuni cani tra i quali coincide esserci anche un beagle.

E’ andata così – riferisce a GeaPress l’Avvocato Zanforlini – almeno per quanto riguarda la parte relativa al mio operato, ma non posso escludere che nel procedimento vi siano altre rilevanze. Difendo una delle persone coinvolte nei fatti di Green Hill e da qui è nata l’esigenza di approfondire alcuni aspetti relativi alla posizione processuale della mia cliente. Da queste rilevanze si sono avviate le indagini difensive e la mia cliente confermò quanto di rilievo anche a Legambiente che preparò un primo esposto. Per il ramo specifico della materia – aggiunge l’Avvocato Zanforlini – Legambiente sentì anche l’Avvocato Carla Campanaro della LAV che a sua volta formulò un esposto“.

Bisogna precisare che la ragazza fermata per i fatti di Green Hill, non è stata trovata in possesso di cuccioli né di altro prelevato da Green Hill. Tutto è ancora sotto stretto riserbo, ma forse la ragazza, durante i fatti di Green Hill, potrebbe aver visto o essere venuta a conoscenza di alcune cose utili a cambiare la sua posizione processuale. Non è escluso che sullo stesso presupposto si muovano, già da allora, anche altri indagati. Questo alla luce del fatto che l’Avvocato Zanforlini non è l’unico difensore che appare nel corso delle fasi che potrebbero avere portato al sequestro di ieri. Di certo, grazie all’indagata di Ferrara, si è avviato un filone importante dell’inchiesta che, secondo quanto riferito ieri a GeaPress da fonte degna di nota (vedi articolo GeaPress) potrebbe coincidere con l’input alle indagini sicuramente avvenuto in coincidenza dei fatti del 28 aprile.

Le indagini difensive si sarebbero avvalse dell’ausilio di telecamere così come richiesto al GIP nell’ambito dell’istanza di accesso a Green Hill. A quanto pare, in una prima fase, l’azienda si era opposta. L’otto giugno scorso, con Ordinanza dell’Ufficio del GIP del Tribunale di Brescia, avviene infine l’accesso all’azienda di Montichiari nel frattempo contattata. Ai cancelli si fece trovare l’Avvocato di Green Hill, con studio a Milano. All’accesso hanno preso parte pochissime persone autorizzate, che si sono dovute dividere tra i capannoni. All’Avvocato Zanforlini è toccato il numero 4. All’ispezione era presente anche un difensore di altri indagati per i fatti del 28 aprile e due consulenti.

Il capannone numero 4 sarebbe quello più piccolo di Green Hill. A quanto pare viene imposta tuta, copriscarpe ma a quanto pare niente copricapo e mascherina. Quattro file di gabbie per un totale di circa 500 cani che, alla vista delle persone, si sono precipitati verso la grata prospiciente il corridoio. E’ questa l’unica visibilità offerta dalle gabbie, per il resto separate da pannelli. L’età presunta dei cani, doveva al massimo essere di sei mesi. Gabbie forse non sovraffollate, ma tutto immerso in un odore costante e luce soffusa. I cani, salvo forse nel corridoio, non uscivano mai da quell’ambiente. Fatto questo che parrebbe essere confermato dalle dichiarazioni riferite dai Veterinari ASL.

Si vedrà al processo – riferisce a GeaPress l’Avvocato Zanforlini – ma quei cani che si indirizzavano subito verso le grate …“. L’Avvocato non aggiunge altro ma l’ipotesi al vaglio del Magistrato potrebbe essere quella di una sorta di deprivazione sensoriale, forse di natura olfattiva, dovuta al mancato contatto con l’uomo e con il mondo esterno.

Di certo l’intero incartamento comprenderà i filmati, ma l’altro spunto interessante riguarda la posizione processuale dell’indagata.

Violazione di domicilio a parte, potrebbero prospettarsi dei margini di manovra sul contestato reato di rapina. Per gli animali, invece, parrebbe ulteriormente confermarsi la prima indiscrezione ripresa da GeaPress, ovvero che il reato di maltrattamento sarebbe ascrivibile alle presunte violazioni sulla natura etologica degli animali.

Come già sottolineato in altri articoli di GeaPress nell’inchiesta parrebbero essere considerate anche violazioni di natura amministrativa che potrebbero aver fatto riferimento alla precedente inchiesta. Microchip e conteggio dei cani, in maniera particolare. Un’ulteriore indiscrezione, raccolta stamani sempre da fonte degna di nota, confermerebbe la presenza di indagini su tali violazioni (vedi articolo GeaPress) che potrebbero essere tornate in campo grazie alla richiesta di commissariamento dell’ASL avanzata dall’Associazione Freccia 45. Anzi, c’è chi il riferimento a quanto precedentemente prodotto, lo da per certo.

Può però tutto questo avere determinato lo spiegamento di forze messo in campo dalle 9.15 di ieri fino alle 4.00 di stamani? La responsabile di Green Hill ha riferito, in merito ai fatti di ieri, di un atto politico compiuto dall’Italia e che difenderà, oltre che nelle sedi giudiziarie, anche innanzi all’Unione Europea. Ha altresì riferito della precedente inchiesta e delle rilevanze a lei favorevoli della Polizia Municipale e dei controlli ASL. Un quadro ampio, che coinvolge parecchi enti, tutti a lei favorevoli. Nulla può per ora dirsi, se non che la loro posizione parrebbe essere nell’attuale inchiesta molto defilata, se non del tutto assente.

Per ora, e fino a diversa decisione del Magistrato, è possibile parlare di sequestro probatorio, ovvero, secondo Codice di Procedura Penale, finalizzato alla ricerca della prova, ovvero acquisizione del corpo del reato o di altro ad esso pertinente.

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