margherita hack
GEAPRESS – Un intervento dedicato ad “una grande donna“, ovvero a Margherita Hack. Così la Senatrice Silvana Amati (PD) ha introdotto il suo intervento in merito alla recente approvazione nell’ Aula di Palazzo Madama del Ddl 587 che conteneva, tra l’altro, gli articoli relativi al recepimento della Direttiva europea cosiddetta “vivisezione”.

Proprio questo termine, “vivisezione”, è stato più volte utilizzato dalla Senatrice.  “A lei nota anche per l’impegno speso in difesa degli esseri senzienti – ha riferito in Aula  la Senatrice Amati in ricordo della grande astrofisica – mi sento di dedicare il lavoro che tutti insieme abbiamo portato avanti in Commissione XIV per porre limiti più stringenti alla vivisezione. Potremmo inoltre dire oggi che, approvando la Legge di delegazione europea (587) così come integrata in Commissione dall’emendamento del relatore 9.0.11 – testo 2, stiamo agendo nello spirito della massima di Gandhi secondo la quale: “la civiltà di un Paese si misura dal modo in cui tratta gli animali“.

Un sistema, quello della vivisezione, che la Senatrice ha esplicitamente criticato. “Credo sia opportuno ricordare che le ragioni scientifiche dell’utilizzo degli animali in ambito sperimentale – ha riferito la Senatrice Amati –  sono per molti oggetto di critica. L’efficacia di questa pratica – ha aggiunto la Senatrice – è messa in discussione a partire dalle differenze genetiche esistenti tra individui che non appartengono alla stessa specie. Proprio queste diversità, infatti, impediscono di estendere con naturalezza e consequenzialità i risultati ottenuti su una particolare specie, a quella umana“.

Poi, gli esempi con i quali viene messa in discussione la vivisezione. Dati, anch’essi elencati in Senato: il 92 per cento dei farmaci, che hanno superato le prove sugli animali, viene scartato con le prove cliniche sull’uomo (Food and Drug Administration, USA); la Percentuale di predittività dei test su animali per l’uomo è solo del 37-50% (Lancet, 04.06.2011); il 43 per cento dei risultati ottenuti sui topi discorda da quelli ottenuti su una specie assai simile come quella dei ratti, e viceversa (prof. Ames, Università della California).

Giova appena ricordare che la Senatrice Amati è Docente universitario di Istologia.

I dati elencanti, ad avviso della stessa parlamentare, potrebbero essere già  sufficienti a sostenere come la sperimentazione scientifica sugli animali può essere inutile e fuorviante nei propri risultati. “Disincentivare tale pratica a favore di metodi alternativi che non vedano l’impiego di animali – ha aggiunto la Senatrice Amati – è prima di tutto  un dovere che trova la sua ragione anche nella tutela della salute umana. Al problema della validità scientifica dei suoi metodi, si affianca la questione etica che viene troppo spesso nascosta e che non può essere ignorata.”

Importante, poi, il riferimento alla ricerca della conoscenza. Non  uno scopo che permette di giustificare qualsiasi azione. Anzi, “essa deve essere sottoposta alle ragioni etiche, libera dalla discriminazione arbitraria che permette a chi detiene il potere di dominare i più deboli“.

In Aula del Senato è infine risuonato il dato forse più odiato dai favorevoli alla vivisezione. L’86% degli italiani, ha ricordato la Senatrice facendo riferimento alla nota rilevazione dell’Eurispes, è contrario alla sperimentazione animale.

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