scimmie trasporto
GEAPRESS – La questione verrà sollevata al prossimo meeting della Convenzione di Washington che si terrà in Messico. La BUAV, la più antica associazione antivivisezionista inglese, quale membro del Survival Network Specie ( SSN ) solleverà il caso del Macaco coda lunga. Esportato per la vivisezione perchè nato in cattività ma forse, sospettano gli animalisti, prelevato in natura.  Come è noto la Convenzione di Washington, meglio nota con l’acronimo inglese CITES, si occupa del commercio di specie rare e minacciate di estinzione, arrivando, nei casi più gravi, a bandire il commercio.

Il paese esportatore sarebbe l’Indonesia ed in generale sul traffico di specie esotiche vige il sospetto, in alcuni casi provato, che gli “allevamenti” dichiarati possono essere  dei riciclatori di fauna prelevata nel suo habitat naturale.

Questo il sospetto sollevato dalla BUAV che porta a sostegno della sua tesi le numerose investigazioni condotte. In particolarie si rileva la mancanza di dati precisi, oltre che di colonie riproduttive autosufficienti e l’uso eccessivo di certificati Cites di esportazione.

Secondo quanto diffuso dalla BUAV, tra il 2006 e il 2010, ben 21.683 Macachi dalla coda lunga sarebbero stati esportati dall’Indonesia per scopi di ricerca .

Immagini strazianti, quelle ottenute dai ricercatori BUAV. Scimmie strappate dalla giungla, animali intrappolati nella rete dei cacciatori e manipolati più o meno come pacchi postali. Infine le gabbie dove vengono stipate per un trasporto che dura molte ore.

Va ricordato inoltre come, nonostante talune dichiarazioni, la nuova legge sulla sperimentazione italiana non vieta l’importazione di primati anche se appartenenti a specie in via di estinzione e prelevate in natura. Tutti, eccetto lo scimmie antropomorfe. Sebbene in futuro potrebbe verificarsi una contrazione delle importaizoni di scimmie nate libere, nulla potrà essere impedito per quelle allevate.

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