scimmie buav
GEAPRESS – La riunione del “Comitato Animali” della Convenzione di Washington, riunitosi in Messico, ha deciso di saperne di più sul commercio di Macachi dalla coda lunga (Macaca fascicularis) provenienti dal Laos, Cambogia, e Vietnam.

L’istanza era stata motivata dalla BUAV, la più antica associazione antivivisezionista inglese, a seguito delle investigazioni effettuate sulla provenienza di questi animali: dichiarati come nati in cattività ma che potrebbero invece essere prelevati in natura. Sempre in merito alle stesse popolazioni, la BUAV ha inoltre sostenuto la mancanza di dati sulla loro reale consistenza  (vedi articolo GeaPress ). Al centro delle investigazioni animaliste, e da qui la richiesta agli Uffici della Convenzione di Washington, è  l’uso che di questi animali viene fatto, ovvero quello della sperimentazione animale. Anche per l’Italia, cosi come confermato dalla nuova legge del 4 marzo scorso, non esiste divieto alla loro utilizzazione.

Le popolazioni selvatiche dei tre paesi asiatici, grazie alla decisione degli Uffici Cites, entreranno all’interno del cosiddetto  Review of Significant Trade. In altri termini si dovranno ora verificare i prelievi ed eventuali danneggiamenti per le popolazioni selvatiche. In questo caso potrebbe essere rivisti gli attuali permessi che, a detta degli animalisti, potrebbero essere viziati da certificazioni di nasciata in cattività non veritiere.

Secondo la BUAV c’è stata infatti una rapida espansione del commercio internazionale di Macachi dalla coda lunga fin dal 2004. La scimmia in questione  viene esportata per i laboratori di ricerca sparsi in tutto il mondo ed in particolare negli Stati Uniti ed Europa .

Gli uffici CITES dovranno ora disporre una serie di raccomandazioni alle quali dovranno attenersi i tre paesi. Questo al fine di appurare l’impatto che il commercio internazionale sta avendo nelle popolazioni selvatiche ed eventualmente rivedere la sostenibilità di questi commerci in funzione delle regole della Convenzione di Washington.

Tra le raccomandazioni più significative, le stesse basi scientifiche con le quali, fino ad ora, si è ritenuto che le esportazioni non incidono sulle popolazione selvatiche dei Macachi coda lunga. Altra raccomandazione riguarderà i criteri con i quali si è supposta la distinzione tra gli animali di cattura e quelli dichiarati come nati in cattività.

Nella vicenda appare però una nota polemica. Le popolazioni selvatiche di Macachi dell’Indonesia non sono invece state ritenute significative di potenziale revisione. In altri termini, potranno continuare ad essere esportate così come avviene ora.

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