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GEAPRESS – Sono state diffuse ieri dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti, i dati relativi alla missione spaziale del satellite Bion-1M.

Atterrato nei giorni scorsi (vedi articolo GeaPress ), nulla era stato ancora detto in  merito alla sorte toccata degli animali.

Secondo quanto ora riportato dall’agenzia Ria Novosti, sono quasi tutti morti. Nonostante ciò, secondo Vladimir Sychev,  vice direttore dell’Istituto Russo di Studi Medici e Biologici, la missione non è fallita e la sonda avrebbe raggiunto gli obiettivi della missione, ovvero gli studi di biologia, fisiologia e biotecnologia. Il tutto per spianare la strada ai futuri voli interplanetari ed a quello su Marte in particolare.

Nel Bion-M1 vi erano otto gerbilli della Mongolia, 45 topi, 15 gechi (nella foto dell’Agenzia Spaziale Russa), lumache e chiocciole oltre che contenitori con vari microrganismi e piante. La maggior parte di loro non è però riuscita a sopravvivere. Secondo l’agenzia di stampa russa, si sarebbero verificati dei guasti tecnici. In particolare sarebbero morti tutti i gerbilli, 39 dei 45 topi ed i pesci. Gechi, lumache e chiocciole si sarebbero invece salvati.

L’aspettativa, secondo Sychev, era di almeno la metà degli animali in vita. Forse, ha riferito Ria Novosti, potrebbe avere influito un fattore di stress. “Un conflitto nel gruppo – ha ipotizzato lo scienziato – dovuto allo stress a sua volta causato dal passaggio a gravità zero“. Secondo le stesse dichiarazioni di  Vladimir Sychev riportate da Ria Novosti, parrebbe che dodici giorni dopo l’inizio del volo spaziale, le luci si siano spente. Per i pesci, ad esempio, è mancato l’ossigeno che si pensava  dovesse essere prodotto dalla fotosintesi delle alghe. Un esperimento, quest’ultimo che era stato voluto da scienziati tedeschi. Il progetto, infatti, prevede il coinvolgimento di ricercatori di diversi paesi. Agli scienziati della NASA, riferisce sempre Ria Novosti, lo studio dei topi imbarcati sulla Bion M1.

Il prossimo obiettivo è fissato ora per i viaggi ancora più lunghi, fino ad un’altitudine di 1000 chilometri contro i 575 dello scorso volo. “Le condizioni saranno più dure” ha riferito Sychev.

In aggiunta a quanto riportato dall’agenzia Ria Novosti, va rilevato come secondo voci circolate in questi giorni in organi di stampa internazionali, ma ancora in attesa di conferma ufficiale, la Russia si starebbe preparando ad un invio di animali nel cosiddetto spazio profondo, ovvero oltre i confini della magnetosfera.

Di queste ore anche la notizia del probabile prossimo invio di una seconda scimmia nello spazio da parte dell’Iran (vedi articolo GeaPress).

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