GEAPRESS – Tutto supportato da un Dossier ricco di dati, cifre, tipologie di esperimenti. L’enorme sacco della vivisezione italiana opportunamente illustrato da Animal Equality, l’organizzazione internazionale che ha come scopo l’abolizione di qualsiasi utilizzo o sfruttamento degli animali.

Le ragioni degli animalisti non sono spiegate solo nel Dossier (SCARICA DOSSIER) ma anche, in maniera più simbolica, sulle scalinate dell’Istituto Superiore di Sanità, il controllore di se stesso. Questo perché sono almeno 25.000 gli animali deceduti nella particolare struttura del Ministero della Salute. Venticinquemila sui circa ottocentomila utilizzati annualmente nel nostro paese. Solo che l’Istituto Superiore di Sanità ha tra i suoi compiti istituzionali quello di esprimere pareri sui protocolli di sperimentazione che il Ministero della Salute deve accettare o rigettare. In pratica esprime anche pareri su se stesso.

Quale migliore occasione per ricordare le storie collegate a questi pareri? In tal maniera gli attivisti di Animal Equality hanno inondato di un simbolico cimitero di croci, la stessa scalinata dell’Istituto. Il tutto, poi, in occasione della settimana internazionale per gli animali nei laboratori.

Tante croci e tante frasi (vedi foto Animal Equality). In memoria dei cani di Green Hill, così ricordava la croce a loro dedicata : “Allevato all’interno di un grigio capanno, vedrà le sue ossa spezzate appositamente, per morire poi all’interno del laboratorio di una nota casa farmaceutica.” Per le scimmie della Harlan, invece, era possibile leggere: “Vivevano nel loro habitat naturale finché un giorno sono stati separati per essere deportati, finendo la loro vita su un tavolo operatorio”. E poi i topini:”Nato in un laboratorio, separato dalla madre in tenera età, è morto a causa di numerosi esperimenti, dopo aver manifestato comportamenti autistici”. Per non parlare delle altre scimmie, come quelle dello stesso istituto: “Allevata in cattività, ha trascorso la sua vita in uno stabulario ed è morta a causa dei numerosi test subiti per lo studio dell’HIV”. Infine il più tipico, almeno per storicità, animale sul banco degli sperimentatori. La rana degli esperimenti didattici: “Utilizzata, come tante altre sue simili, in un esperimento didattico insensato, che prevedeva da subito la sua morte ed il sezionamento dei suoi organi“. Tutti epitaffi in ricordo di una morte atroce e, dicono gli animalisti, inutile se non dannosa alla stessa ricerca.

Oggi a Roma, gli animali che furono, sono stati meno soli e il loro ricordo batte ancora nel cuore di molti. Per Animal Equality l’impegno è urgente: l’abolizione totale della sperimentazione animale. Nel Dossier, molto curato e particolareggiato, tutte le cifre di quella che viene definita una vera e propria strage. La sperimentazione animale non viene abolita perché gli animali non sono rispettati e perché vengono discriminati ingiustamente, affermano oggi innanzi all’Istituto Superiore della Sanità. La ricerca della conoscenza, dicono gli animalisti, non è uno scopo che permette di giustificare qualsiasi azione ma anzi, deve essere sottoposta alle ragioni etiche, libera dalla discriminazione arbitraria che permette a chi detiene il potere di dominare i più deboli. Gli animali, cioè, non sono mere risorse a disposizione, ma individui e come tali devono essere considerati.

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