GEAPRESS – Il recepimento della Direttiva Europea sulla vivisezione sta per essere approvata nel Regno Unito e, secondo le Associazioni inglesi, siamo in pieno allarme rosso. A diffondere la notizia in Italia è la LEAL, la Lega Antivivisezionista, che in un suo comunicato fa presente come il governo inglese ha intenzione di recepire quasi con un copia incolla il testo che l’otto settembre scorso è stato approvato a Strasburgo.

Si tratta, infatti, della famigerata “nuova” Direttiva sulla sperimentazione animale (spacciata in difesa del benessere) bollata, dagli animalisti che l’hanno criticata, come un vero e proprio ritorno ai maggiori orrori del passato. Secondo quanto riportato dalla LEAL il testo verrebbe elaborato dal Ministero dell’Interno inglese ed arriverebbe, pertanto, sui banchi del Parlamento solo per l’approvazione finale. Nessuna possibilità, cioè, di una democratica opposizione da esprimersi tramite il lavoro dei parlamentari. Solo una conferma del “buon” lavoro governativo; quasi un voto di fiducia.

Un pericolo enorme, gridano le Associazioni inglesi che sono state costrette ad intervenire sul Governo chiedendo di rispettare finanche quei punti che dovrebbero, invece, apparire scontati. Tra questi il divieto di intervenire senza anestesia, vietare l’uso di animali selvatici (finanche in via di estinzione) e di quelli randagi. Inoltre, l’uso continuato degli stessi senza, almeno, il rispetto di rigidi protocolli, similmente vietare procedure amministrative semplificate e molto altro ancora.

L’eventuale approvazione di un testo a maglie larghe in un paese come l’Inghilterra, comporterebbe, ricorda la LEAL, la caduta di un baluardo. Cosa accadrà a questo punto negli altri 26 paesi dell’Unione?

Bisogna infatti ricordare come una delle giustificazioni fornite dai parlamentari europei al voto in favore della Direttiva, era quella sulle industrie di settore. Queste, infatti, avevano minacciato di trasferirsi oltre i confini europei. Fatto rientrare (autorizzando tutto o quasi) l’orrore della vivisezione in Europa, c’è ora il rischio che il diverso recepimento della Direttiva tra gli stati membri, possa catalizzare le bramosie vivisettrici verso quei paesi meno attenti al benessere degli animali.

Se già il Regno Unito, con la sua storia in difesa degli animali, inizia ad aprire le maglie, cosa succederà negli altri paesi?

Ovvio che il pensiero vada all’Italia. La LEAL ricorda quanto dichiarato dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, ovvero “il recepimento della Direttiva sarà un’occasione per rafforzare le misure di tutela degli animali e dare un impulso alle tecniche alternative”. La battaglia, dunque, sembra essere appena iniziata.
Per leggere l’intero comunicato della LEAL clicca qui.  (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).