GEAPRESS – Si è concluso da poco il presidio animalista di via Tito Speri a Pomezia (RM). Oggetto della manifestazione, la sede della Menarini, la nota multinazionale farmaceutica italiana che ospita, proprio a Pomezia, il Research Toxicology Centre. Beagle e non solo, stante la denunce degli animalisti che hanno voluto organizzare questo primo presidio come anticipo di una vera e propria manifestazione nazionale che avverrà il prossimo febbraio.

Almeno 150 persone, aderenti al Coordinamento Antispecista del Lazio, ma anche militanti dell’Associazione Vegetariana Animalista, Animalisti Italiani, Feder F.I.D.A. Onlus. Un evento svoltosi senza incidenti almeno fino a quando i manifestanti sono rimasti nei pressi dell’incrocio con via Tito Speri, distante alcune centinaia di metri dal cancello delle Menariani. Un cordone di poliziotti, faceva da sbarramento alla via.

Poi l’incidente. A quanto pare un gruppo di attivisti del PAE (Partito Animalista Europeo), tra cui il presidente dello stesso movimento politico Stefano Fuccelli (nella foto dopo l’incidente), si sono diretti verso l’imbocco della via. Muniti di striscione sono così giunti a ridosso del cordone di polizia il quale, ad avviso degli stessi manifestanti, avrebbe reagito spintonando nella direzione opposta. Secondo una prima ricostruzione proprio Fuccelli sarebbe caduto in terra, battendo la testa. Un’ambulanza del 118 ha provveduto al trasporto verso il pronto soccorso di Pomezia dove è stato diagnosticato un trauma contusivo nella regione sternale e dorsale, oltre che un “forte trauma cranico” e moderata perdita di coscienza. Per Fuccelli obbligo di collare e prognosi di otto giorni. Quanto è bastato, intanto, a scatenare le vivaci reazioni nello stesso account facebook del Partito il quale si appresta a breve a superare i 100.000 “mi piace”. Un fatto, forse, inaspettato ma che il PAE ha evidenziato, nei giorni scorsi, come il facebook di partito più seguito d’Italia.

Una presenza, quella del PAE, che tra i manifestanti era stata oggetto di alcuni malumori. Alla base di ciò, ci sarebbe la volontà di tenere fuori da queste manifestazioni i partiti. Considerata la particolarità, il diniego è poi rientrato.

La manifestazione è poi proseguita regolarmente, con i manifestanti che hanno continuato a volantinare all’incrocio di via Tito Speri, almeno fino a quando è sembrato essere stato interrotto  il traffico veicolare. Nessun incidente successivo. Volantini, striscioni e megafono. Soprattutto persone interessate al problema. In molti, riferisce un manifestante a GeaPress, non sanno cosa c’è in quella via. Il dramma della vivisezione (o sperimentazione animale come la chiamano gli addetti ai lavori). Animali immolati agli interessi di una scienza alla quale in molti non credono più, riferiscono gli animalisti. Una scienza intrecciata con gli interessi di una industria in forte competizione a livello mondiale.

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N.B. il Coordinamento Antispecista del Lazio (ora COORDINAMENTO ANTISPECISTA) tiene a precisare che “non c’entra nulla con l’iniziativa” in oggetto. Precisa inoltre che il suddetto Coordinamento non ha militanti ma volontari e/o simpatizzanti e/o soci. 

La Redazione: prendiamo atto della precisazione sebbene ci risulti diversamente. Alla manifestazione era tra l’altro presente uno striscione del suddetto Coordinamento steso da più persone. In un secondo momento è stato in effetti avvolto forse  per incompatibilità tra manifestanti di diverso orientamento.  Lo striscione non era più presente nel corso degli scontri riportati nell’articolo.