sperimentazione animale
GEAPRESS – Un caos mediatico quello che, ad avviso del Partito Animalista Europeo, si sarebbe generato dopo che è stato diffuso il video della studentessa di Padova, affetta da malattie rare, insultata sul web da presunti “estremisti animalisti” perchè a favore della sperimentazione animale ed in  contrasto con il metodo Stamina.

Il P.A.E. si dichiara non sorpreso di fronte a quelle che definisce  strumentalizzazioni. Questo perchè la vicenda coincide con la polemica che vede al centro il Prof. Vannoni, padre del metodo Stamina, ed alla vigilia della conferenza stampa organizzata dai genitori di bambini affetti da malattie neuro-degenerative che sostengono la cura compassionevole promossa dallo stesso Vannoni. A dichiaralo è Stefano Fuccelli presidente del PAE.

Ci sembra dunque opportuno – spiega Fuccelli –  riportare le dichiarazioni della Dottoressa Susanna Penco, biologa e ricercatrice presso il dipartimento di Medicina sperimentale dell’Università di Genova in risposta a quanto affermato dalla studentessa“. La dott.ssa Penco lotta da venti anni contro la sclerosi multipla.

Grazie alle mie conoscenze scientifiche – ha dichiarato la dott.ssa Penco – sono persuasa che, anche per le malattie più agghiaccianti, ossia delle quali non si conoscono le cause e che riducono fortemente la qualità della vita, sia proprio la sperimentazioni sugli animali ad allontanare le soluzioni e la guarigione per i malati. Sono spesso malattie croniche, che costringono i pazienti e le loro famiglie ad una vita drammatica”.

Per la dott.ssa Penco “un modo di capire le cause, e di guarire anziché curare (guarire gioverebbe ai malati, e anche al bilancio dello Stato, della Sanità, in definitiva dei contribuenti!), dovremmo cominciare a studiare tessuti umani e anche gli organi post mortem. La soluzione migliore è sempre la prevenzione che, finché non sono note le cause, non è attuabile”.

Sulla vicenda è intervenuta anche la dott.ssa Candida Nastrucci, biochimico clinico (DPhil, Università di Oxford, Grant Holder Fondazione Veronesi) . Secondo la dott.ssa Nastrucci,  per quanto riguarda le malattie genetiche, non è possibile determinare quali tipi di terapie avremmo potuto sviluppare usando tessuti o cellule derivati da esseri umani o dallo stesso paziente. L’uso di animali potrebbe anche aver rallentato il progresso della ricerca per trovare cure per malattie umane. Il futuro è la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane.

Per queste ragioni – ha aggiunto la ricercatrice – negli altri Paesi si investe sui metodi alternativi: per esempio, il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti ha finanziato con 6 milioni di dollari un progetto rivoluzionario per la mappatura del toxoma umano, con l’obiettivo di sviluppare test tossicologici per la salute umana e ridurre i test su animali. Insomma – conclude la ricercatrice – non credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi”.

Sia la Dottoressa Penco che la Dottoressa Nastrucci, compongono il Tavolo Tecnico Ministeriale sui metodi alternativi alla Sperimentazione Animale inaugurato dal precedente Ministro della Salute Balduzzi nello scorso aprile. Tavolo che però, ha recentemente denunciato il PAE, sembra essersi scordato.

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