GEAPRESS – Singolare acquisto di PETA (People for the Ethical Treatment of Animals). Ad essere finito nella disponibilità della più grande Associazione animalista americana è niente meno che parte del capitale sociale di due grossi produttori di tabacco. Questo, spiegano da PETA, per impedire gli esperimenti sugli animali costretti ad inalare tabacco.

PETA, cioè, avrà un ruolo all’interno delle due aziende che gli consentirà di presentare o comunque partecipare al voto di risoluzioni che potrebbero condizionare tali esperimenti. L’Associazione ne avrà tutto il diritto visto che ora è a tutti gli effetti azionista di due società che contano non da poco nel panorama mondiale dei produttori del settore. Si tratta, infatti, della Philip Morris e R.J. Reynolds. Quest’ultima meglio nota come la produttrice delle Camel e delle Pall Mall.

Costringere gli animali ad inalare il fumo non solo è crudele, sostengono da PETA, ma non serve neanche a mettere in sicurezza la salute umana. Inalato, ma anche fatto ingurgitare. In questo caso, ovviamente, stiamo parlando della somministrazione diretta del tabacco.

PETA ricorda in ultimo come nessuno di questi test è richiesto dalla legge americana. Le valutazioni sul rischio del fumo, possono essere fatte direttamente in vitro. Del resto, concludono da PETA, molti paesi hanno già in tal senso vietato. Tra questi Regno Unito, Germania e Belgio.

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